Foto: Gianni Murano, presidente UNEM
In vista della revisione del Regolamento europeo sulle emissioni di CO2 di autovetture e veicoli commerciali leggeri, l’industria automobilistica europea e i produttori di carburanti lanciano un appello congiunto alla Commissione UE per un approccio più aperto e tecnologicamente neutrale, che includa anche i carburanti rinnovabili tra gli strumenti utili alla decarbonizzazione.
Il documento unitario sottoscritto da numerose associazioni nazionali, tra cui UNEM e ANFIA per l’Italia, sottolinea che il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 richiede una revisione dell’attuale impianto normativo, oggi basato sul
Regolamento CO2 per l’automotive e sulle direttive RED ed ETS 2 per i fornitori. Questi strumenti, se ben orientati, possono stimolare investimenti e innovazione lungo tutta la catena del valore.
Accanto alla mobilità elettrica, infatti, i carburanti rinnovabili possono svolgere un ruolo essenziale per ridurre rapidamente le emissioni del trasporto stradale. Per questo i firmatari ribadiscono la necessità di un quadro regolatorio più equilibrato e chiedono: maggiore flessibilità negli standard di CO2; parità di trattamento tra veicoli nuovi e circolanti; introduzione di un Carbon Correction Factor che contabilizzi le reali quote di carburanti rinnovabili usate in Europa; una definizione giuridica chiara e unica di “carburante rinnovabile”;
• riconoscimento dei veicoli alimentati al 100% da tutti i carburanti rinnovabili come veicoli a zero emissioni.
Secondo le Associazioni firmatarie, queste misure permetterebbero di sfruttare appieno il potenziale dei carburanti rinnovabili e di stimolare nuovi investimenti in tutta la filiera, contribuendo in maniera concreta agli obiettivi climatici al 2050.
Oggi, infatti, tutti i veicoli con motori a combustione interna sono considerati dalla normativa come alimentati al 100% da carburanti fossili, indipendentemente dal carburante effettivamente utilizzato. Un’impostazione ormai superata, dato che il mix europeo non è più interamente fossile. Il CCF permetterebbe invece di riflettere in modo accurato il contributo reale dei carburanti rinnovabili alla decarbonizzazione.
Ugualmente importante è il riconoscimento, in tempi ristretti, dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili come veicoli a emissioni zero, consentendone l’ingresso sul mercato già prima del 2030. Una scelta che amplierebbe l’offerta per i consumatori e accelererebbe lo sviluppo di soluzioni a basse emissioni.
“Mai come oggi – ha dichiarato Gianni Murano, presidente UNEM – è necessario condividere un percorso insieme la filiera dell’automotive. Questo documento congiunto dimostra chiaramente la volontà di costruire un approccio pragmatico e tecnologicamente aperto per raggiungere gli obiettivi climatici. L’Europa non può permettersi di ignorare soluzioni già disponibili, efficaci e capaci di ridurre le emissioni già nell’immediato. I dati dimostrano che l’opzione ‘tutto elettrico’ non soddisfa
pienamente il mercato e i consumatori. Se si vuole davvero puntare alla decarbonizzazione, e non solo a un’unica tecnologia, ha concluso, è il momento di riconoscere la realtà e investire in vere politiche industriali che permettano all’Europa di vincere la sfida climatica”.