Targhe storiche e passione per il motorismo d’epoca tornano al centro del dibattito automotive italiano. A due anni dall’avvio operativo del progetto, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha raggiunto un traguardo simbolico: la produzione della targa storica numero 4.000 nello stabilimento di Foggia. Il dato assume un significato particolare perché racconta non soltanto il successo di una procedura amministrativa, ma anche l’interesse crescente verso la valorizzazione dei veicoli storici. La targa storica rappresenta infatti uno strumento che permette ai collezionisti di recuperare l’identità originaria di auto e moto d’epoca, riportando il veicolo a una configurazione più fedele possibile rispetto alla sua immatricolazione iniziale.

La targa numero 4.000 è stata prodotta durante una visita ufficiale del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha preso parte all’evento insieme agli enti certificatori e ai rappresentanti del settore.

 

Un progetto nato per tutelare il patrimonio automobilistico

Il percorso che ha portato all’introduzione delle targhe storiche ha richiesto anni di confronto tra istituzioni, enti certificatori e associazioni di settore. La procedura è entrata concretamente in funzione tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, quando sono state rilasciate le prime targhe. L’obiettivo era offrire ai proprietari di veicoli storici la possibilità di riottenere la combinazione originale, o comunque una riproduzione coerente con il periodo storico del mezzo. Per il mondo del collezionismo si tratta di un elemento fondamentale. L’autenticità, infatti, non riguarda solo la carrozzeria o il motore, ma anche i dettagli amministrativi e identificativi.

Negli anni, molti veicoli storici hanno perso la targa originaria a causa di reimmatricolazioni, cambi di provincia o radiazioni dal PRA. La possibilità di recuperare una targa storica rappresenta quindi un valore aggiunto sia dal punto di vista culturale sia economico. Durante la visita allo stabilimento di Foggia, Matteo Salvini ha definito i collezionisti «custodi di un patrimonio non solo del passato, ma anche del presente e del futuro», sottolineando il ruolo che questi appassionati svolgono nella conservazione della memoria automobilistica italiana.

 

Crescono le richieste dei collezionisti

Secondo il Ministero, le richieste per le targhe storiche auto sono in costante aumento. Il raggiungimento della quota 4.000 in due anni dimostra come il servizio stia entrando a regime. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la semplificazione delle procedure burocratiche, tema spesso critico per chi possiede un veicolo storico. Nel corso degli ultimi mesi sono state infatti introdotte modifiche operative che consentono una gestione più fluida delle richieste.

Il Ministro ha evidenziato che le modalità di presentazione delle istanze sono state migliorate, con l’obiettivo di rendere il servizio più accessibile e favorire una crescita delle domande. L’evoluzione del sistema è importante anche perché il settore dei veicoli storici continua a rappresentare una componente significativa del mercato automotive italiano. Non si tratta soltanto di raduni e collezionismo privato. Intorno alle auto storiche ruota un ecosistema economico che coinvolge restauratori, carrozzieri, ricambisti, officine specializzate, assicurazioni e turismo legato agli eventi motoristici.

 

Il ruolo dell’ASI e degli enti certificatori

Durante l’evento di Foggia era presente anche l’Automotoclub Storico Italiano (ASI), rappresentato dai vicepresidenti Ugo Gambardella e Agnese Di Matteo, insieme a consiglieri federali, club e appassionati. L’ASI ha svolto un ruolo centrale nel supportare la diffusione della targa storica, collaborando con ministeri e istituzioni per costruire un percorso normativo coerente. Secondo Gambardella, il lavoro condiviso tra enti pubblici e organismi certificatori è stato determinante per rendere il sistema operativo.

L’attenzione ora si sposta verso un altro obiettivo: estendere il riconoscimento anche ai ciclomotori storici. Attualmente, infatti, non è ancora possibile certificare ufficialmente molti mezzi a due ruote di interesse collezionistico. Una limitazione che il settore vorrebbe superare, soprattutto considerando il patrimonio di ciclomotori italiani che ha segnato la storia della mobilità nazionale. La richiesta è quella di ampliare progressivamente il servizio, mantenendo però criteri rigorosi di autenticità e tracciabilità.

 

Una produzione quasi artigianale

Uno degli aspetti meno noti riguarda il processo produttivo. Le targhe storiche IPZS vengono realizzate nello stabilimento di Foggia attraverso un procedimento che unisce lavorazione industriale e attenzione artigianale. A differenza delle targhe moderne, prodotte in grandi volumi standardizzati, le targhe storiche richiedono verifiche più accurate e una cura particolare nella riproduzione delle caratteristiche estetiche originali. Ogni targa deve rispettare forme, colori e impostazione grafica coerenti con il periodo storico di riferimento.

Questo elemento rende il progetto particolarmente interessante anche dal punto di vista culturale. Non si tratta semplicemente di ristampare una combinazione alfanumerica, ma di ricostruire un pezzo di identità automobilistica. Nel settore delle auto storiche, i dettagli fanno la differenza. Una targa corretta può aumentare la fedeltà del restauro e migliorare la percezione complessiva del veicolo.

 

Il valore culturale dei veicoli storici

Il tema delle auto storiche spesso viene ridotto a una passione per pochi collezionisti. In realtà, il patrimonio motoristico italiano rappresenta una parte importante della cultura industriale del Paese. Marchi come Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Autobianchi e molte realtà motociclistiche hanno contribuito a definire l’identità della mobilità italiana. Le auto d’epoca non sono soltanto oggetti da conservare in garage, ma testimonianze di design, innovazione e trasformazione sociale.

La targa storica, in questo contesto, diventa un tassello di autenticità. Restituire a un veicolo la propria identità originaria significa preservarne la storia e valorizzarne il percorso. Anche il mercato riconosce questa attenzione. I veicoli certificati, correttamente restaurati e dotati di elementi coerenti con l’epoca tendono a mantenere meglio il proprio valore nel tempo.

 

Un servizio destinato a crescere

L’obiettivo delle istituzioni è consolidare il servizio e renderlo sempre più efficiente. La soglia delle 4.000 targhe storiche prodotte rappresenta una fase iniziale di un percorso che potrebbe ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni. L’Italia possiede uno dei patrimoni automobilistici più ricchi d’Europa, con centinaia di migliaia di veicoli storici iscritti ai registri. Per questo motivo, la richiesta di strumenti che favoriscano la tutela e la valorizzazione dei mezzi d’epoca appare destinata ad aumentare. Le targhe storiche non sono semplicemente una pratica amministrativa. Sono un segnale di attenzione verso il collezionismo, la memoria industriale e la conservazione del patrimonio motoristico.

Il traguardo raggiunto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato dimostra che il progetto ha trovato un pubblico interessato e una domanda concreta. In un’epoca dominata da elettrificazione e software, la passione per i veicoli storici continua a ritagliarsi uno spazio importante, ricordando che l’automobile non è soltanto tecnologia del futuro, ma anche memoria del passato.

 


Foto da ufficio stampa ASI