Il report CGIA per l’anno in corso, vede il Pil nazionale in termini nominali previsto superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi pari al +2,9 per cento rispetto al dato del 2025. In termini reali , invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi allo 0,7 per cento, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,6) e dei consumi della Pubblica Amministrazione (+0,5), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,7 per cento rispetto al +2,4 dell’anno appena concluso). A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.
Se a livello regionale nel 2025 lo sviluppo del nostro Paese è stato trainato principalmente dal Veneto (+0,66 per cento rispetto al 2024), per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna (+0,86 sul 2025). Subito dopo notiamo il Lazio (+0,78), il Piemonte (+0,74), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con il +0,73).
In coda alla graduatoria scorgiamo la Sicilia con il +0,28 per cento, la Basilicata con il +0,25 e, maglia nera nazionale, la Calabria con il +0,24 per cento. La prospettiva che quest’anno l’Emilia–Romagna possa crescere più di tutte le altre regioni italiane è
riconducibile alla tenuta del settore della metalmeccanica, dell’automotive e delle biotecnologie.
riconducibile alla tenuta del settore della metalmeccanica, dell’automotive e delle biotecnologie.
Senza contare che questa regione può contare su un mercato del lavoro solido, su investimenti pubblici mirati e su strategie per l’innovazione e l’export che hanno creato le condizioni per uno sviluppo che è destinato a consolidarsi anche negli anni a venire.
Foto da ufficio stampa