Il restauro auto d’epoca non è più soltanto un mestiere per specialisti, ma un saper fare che oggi diventa esperienza accessibile e condivisa. Con l’apertura della mostra interattiva “L’Arte del Restauro delle Auto d’Epoca” al Museo delle Mille Miglia, l’Associazione Amatori Veicoli Storici A.A.V.S. introduce un nuovo modo di raccontare il valore storico, tecnico e culturale delle vetture classiche. Una scelta che difende, con equilibrio e lungimiranza, un settore prezioso per l’identità automobilistica italiana, ma spesso poco compreso nelle sue reali complessità.

La keyword restauro auto d’epoca diventa così il filo conduttore di un percorso immersivo che unisce conoscenza, tradizione, manualità e futuro, offrendo ai visitatori un contatto diretto con materiali, tecniche e competenze utilizzate dai migliori restauratori italiani. Il progetto nasce grazie alla collaborazione con il Classic Center Atelier del Restauro, guidato da Barbara Riolfo e Ivano Toppino, realtà che da oltre venticinque anni forma professionisti e tutela il patrimonio automobilistico storico. Un impegno ora condiviso anche dalla nuova generazione grazie all’ingresso della figlia Alessia, un segnale concreto della continuità che il settore oggi necessita con urgenza.

 

Una mostra interattiva che unisce tradizione e innovazione

La mostra permanente è stata ideata per offrire un’esperienza diversa dal consueto percorso museale: non solo esposizione, ma partecipazione attiva, con strumenti e materiali che mostrano ciò che normalmente rimane “dietro le quinte” del restauro. Dalla preparazione delle superfici alla ricostruzione delle parti mancanti, dal lavoro sulla carrozzeria all’analisi delle componenti meccaniche, ogni elemento viene raccontato con linguaggio tecnico ma accessibile, adatto tanto agli appassionati quanto ai neofiti e agli studenti. È qui che il Museo delle Mille Miglia compie un salto culturale: il restauro non è più percepito come un’arte per pochi, bensì come un patrimonio condiviso che necessita di essere tramandato.

Barbara Riolfo, durante la presentazione, ha sottolineato la necessità di aprire questo mondo alle nuove generazioni, ricordando che senza ricambio professionale il rischio, nel lungo periodo, è quello di ritrovarsi con una straordinaria collezione di auto storiche ma con sempre meno persone in grado di restaurarle correttamente. Le sue parole sintetizzano una visione moderna e responsabile: «La disciplina del restauro e della conservazione dell’automobile sono destinate a espandersi e crescere, senza però alterare il passato. Oggi un’automobile storica è considerata un’opera d’arte: è fondamentale analizzarla, studiarla, tutelarla e trasmetterne la storia».

 

Il valore culturale del restauro, riconosciuto dalle istituzioni

All’inaugurazione erano presenti figure di spicco del mondo automobilistico storico, a conferma di quanto il restauro rappresenti un pilastro identitario per il motorismo italiano. La Presidente di A.A.V.S., Maria Bussolati Bonera, ha ribadito l’impegno dell’associazione – federata FIVA dal 2000 – nella tutela e nella trasmissione del patrimonio culturale motoristico, sostenuta dal patrocinio di ACI Storico, rappresentato dalla Direttrice, Alessandra Zinno.

Particolarmente significativo il riferimento alla Carta dei Principi del Restauro, documento fondamentale scritto congiuntamente da A.A.V.S. e Aci Storico, che definisce i criteri etici e tecnici per un restauro corretto, rispettoso dell’autenticità dei veicoli.

A testimoniare l’interesse del settore erano presenti professionisti storici del motorsport italiano: l’ingegner Vittorio Roberti, protagonista dello sviluppo del progetto SE038 (l’embrione della Lancia Delta S4) nel reparto corse Abarth tra il 1979 e il 1994; Rino Buschiazzo, meccanico Abarth-Lancia coinvolto nelle più grandi vittorie del marchio; e Mirco Molonato del Registro Storico Lancia Rally. Figure che incarnano il valore della memoria tecnica e che la mostra contribuisce a preservare.

 

Perché il restauro auto d’epoca oggi è più importante che mai

In un’epoca dominata da elettrificazione, software e mobilità connessa, il restauro delle vetture storiche assume un ruolo culturale ed economico sempre più rilevante. Difenderlo significa non solo tutelare la memoria automobilistica, ma garantire al mercato e agli appassionati continuità, competenza e qualità – elementi che contribuiscono anche alla crescita dell’intero settore.

La mostra del Museo delle Mille Miglia dimostra che il restauro può essere raccontato in modo moderno e interattivo, trasformandolo in un ponte tra passato e futuro. Un’iniziativa che potrebbe diventare modello per altre realtà museali e formative, favorendo la nascita di nuove professionalità in un ambito che richiede studio, tecnica, ricerca, cura e una costante volontà di mantenere vive tradizioni secolari.

Il Museo, con questa scelta, amplia la propria offerta culturale e rinnova il suo ruolo educativo, aprendo un capitolo che valorizza un patrimonio automobilistico che appartiene a tutti, anche a chi deve ancora scoprirlo.


Foto da ufficio stampa A.A.V.S.