Foto: Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE
Finanziamenti in crescita del 4,5% per le auto di seconda mano, immatricolazioni in calo del 2,5%, ma con segnali di stabilizzazione. L’ibrido domina e cambia le strategie di acquisto degli italiani. Il mercato auto 2025 conferma una trasformazione strutturale già emersa negli ultimi anni: da un lato il comparto dell’usato accelera, dall’altro il nuovo rallenta ma mostra segnali di consolidamento. È quanto emerge dall’Osservatorio Credit & Mobility realizzato da Experian in collaborazione con UNRAE, che fotografa un settore in evoluzione, dove le scelte di finanziamento diventano centrali quanto – se non più – il prodotto stesso.
Il dato più evidente riguarda l’aumento delle richieste di finanziamento per l’usato, cresciute del 4,5%, a fronte di una contrazione delle immatricolazioni del nuovo pari al 2,5% (1.538.378 unità). Una dinamica che racconta un consumatore più attento, selettivo e pragmatico, capace di ricalibrare le proprie priorità in funzione del contesto economico.
Nuovo in flessione, ma cresce il valore medio
Il calo del 2,5% delle immatricolazioni non può essere letto come un segnale di crisi strutturale. Al contrario, gli ultimi mesi dell’anno hanno evidenziato una progressiva stabilizzazione, con un picco di richieste di finanziamento a novembre pari al +11% su base annua. Il mercato, insomma, sembra aver trovato un nuovo equilibrio.
Resta dominante la fascia di prezzo compresa tra 15.000 e 25.000 euro (39,9% delle immatricolazioni), ma aumenta l’interesse per veicoli oltre i 25.000 euro, con una crescita di 3,9 punti percentuali nelle richieste di finanziamento. Questo spostamento indica una strategia chiara: allungare la durata del prestito per accedere a vetture di segmento superiore, mantenendo una rata sostenibile.
Sul piano demografico, il mercato del nuovo è sostenuto soprattutto dalla fascia 46-60 anni (36%), mentre i giovani tra 18 e 29 anni registrano un calo del 15,3%. Un segnale che pone interrogativi sulla capacità del sistema di rendere l’auto nuova realmente accessibile alle nuove generazioni. Geograficamente, quasi il 60% dei finanziamenti si concentra in Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto, confermando come il potere d’acquisto del Centro-Nord resti determinante.
Usato protagonista: più lungo il finanziamento, più alto il valore
Il comparto dell’usato si conferma pilastro della mobilità italiana. I passaggi di proprietà crescono dell’1,8%, ma è soprattutto il ricorso al credito a segnare la differenza: +4,5% le richieste di finanziamento, con una netta preferenza per durate superiori ai cinque anni, in aumento del 10,4%. Oggi il 40,8% dei finanziamenti per auto usate supera questa soglia temporale.
La logica è chiara: dilatare l’orizzonte del prestito per acquistare vetture di maggior valore, in particolare nella fascia 15.000-35.000 euro, che guadagna quota. Non si tratta solo di convenienza, ma di una diversa percezione dell’usato, sempre più visto come alternativa credibile al nuovo, grazie a qualità costruttiva, dotazioni tecnologiche e affidabilità crescente.
Interessante anche il dato generazionale: se la fascia 46-60 anni resta la più attiva (34%), la crescita coinvolge tutte le età, con un +2,9% tra i 18-29 anni e incrementi ancora più marcati tra gli over 60. Nel Sud – Sicilia, Campania e Puglia in testa – l’usato rappresenta una leva fondamentale per garantire mobilità, incidendo per il 34% delle richieste di finanziamento.
Ibrido in testa, elettrico ancora marginale
Sul fronte delle alimentazioni, il 2025 certifica il consolidamento delle vetture ibride (HEV), che raggiungono il 44,3% del mercato del nuovo, in crescita rispetto al 40,1% dell’anno precedente. Ancora più significativa l’espansione nell’usato: +34,8% nei passaggi di proprietà, con una quota salita dal 7,7% al 10,2%.
Le elettriche pure (BEV), pur in aumento al 6,2% nel nuovo, restano legate in modo più evidente agli incentivi. Il dato suggerisce una verità spesso trascurata nel dibattito pubblico: la transizione energetica procede, ma con tempi e modalità coerenti con la realtà economica del Paese. L’ibrido rappresenta per molti automobilisti una soluzione di equilibrio, capace di coniugare riduzione dei consumi e assenza di dipendenza dall’infrastruttura di ricarica pubblica.
Come ha dichiarato Armando Capone, amministratore delegato di Experian Italia, «gli italiani stanno cambiando il modo di acquistare un’auto», privilegiando formule che consentano sostenibilità economica e accesso a modelli di fascia superiore. Una lettura condivisa da Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE, secondo cui il mercato richiede «politiche chiare e di lungo respiro» per accompagnare una mobilità realmente inclusiva.
Veicoli commerciali e prudenza finanziaria
Diverso il quadro per i veicoli commerciali, dove emerge un orientamento più prudente. Crescono del 43,1% le richieste di finanziamenti a breve termine (2-3 anni) e aumentano del 27,4% quelle fino a 15.000 euro, mentre si riducono le fasce più alte. Le imprese privilegiano flessibilità e controllo del debito, in un contesto economico che impone cautela.
Una fotografia che parla di maturità
Il mercato auto 2025 restituisce l’immagine di un settore che, pur attraversando una fase complessa, dimostra capacità di adattamento. L’automotive italiano non è fermo: cambia, si riorganizza, trova nuove formule di accesso e di finanziamento. La crescita dell’usato non è un segnale di arretramento, ma la prova di una domanda che si evolve e cerca equilibrio tra desiderio e sostenibilità economica.
Per il settore, la sfida è duplice: difendere il valore della filiera industriale e distributiva, che rappresenta decine di miliardi di euro di fatturato e centinaia di migliaia di posti di lavoro, e allo stesso tempo accompagnare il consumatore verso scelte tecnologiche coerenti con la transizione energetica. Senza forzature ideologiche, ma con realismo e visione.
In questo scenario, dati integrati e analisi approfondite diventano strumenti essenziali per orientare strategie e politiche.
Foto da ufficio stampa UNRAE