Nel primo incontro di “Economia sotto l’Ombrellone”, a Lignano Sabbiadoro, esperti a confronto
su un tema che in Italia ancora non convince le imprese, che sono il fanalino di coda in Europa nell’utilizzo dell’IA. L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo a una velocità senza precedenti, trasformando non solo il modo in cui viviamo e lavoriamo, ma anche ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Queste innovazioni, se da un lato offrono enormi vantaggi in termini di efficienza e progresso, dall’altro sollevano nuove questioni giuridiche, di sicurezza e preoccupazioni occupazionali in vari settori.
Nonostante le complessità, l’;adozione di queste tecnologie rappresenta un fattore propulsivo imprescindibile per l’economia, soprattutto per i Paesi con economie avanzate che, se vogliono mantenere il loro ruolo di leadership sullo scacchiere mondiale, non possono permettersi di ignorare queste dinamiche. La capacità di integrare e governare con successo queste tecnologie diventerà un elemento chiave per il futuro della competitività economica globale.
Ma nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale le imprese italiane segnano il passo. Se, infatti, in generale l’Europa è molto indietro nella comprensione e sviluppo dell’IA e delle questioniconnesse, rispetto a Usa e Cina, il nostro Paese lo è ancor più rispetto agli altri partner europei. Nel 2023 solo il 5% delle nostre imprese ha utilizzato l’intelligenza artificiale: lontanissimi dalla Germania (11,6%), dietro Spagna (9,2%) e Francia (5,9%) e al di sotto della media Europea (8%).
Di tutto questo si e’ parlato nel primo appuntamento di “Economia sotto l’Ombrellone”. Tema dell’incontro: “Il futuro del digitale, tra intelligenza artificiale e mancanza di personale”.