La sicurezza sul lavoro sta cambiando volto e, sempre più spesso, il rischio si sposta fuori dai luoghi tradizionali. Secondo i più recenti dati di INAIL, gli incidenti lungo il tragitto casa-lavoro rappresentano ormai una componente strutturale del fenomeno, con numeri in crescita che impongono una riflessione anche dal punto di vista della mobilità.

 

Incidenti in itinere: il peso crescente della mobilità quotidiana

Nel 2026 emerge un dato chiaro: mentre gli infortuni durante l’attività lavorativa restano sostanzialmente stabili (+0,5%) e i decessi diminuiscono leggermente (-0,6%), la componente legata agli spostamenti registra un incremento significativo. Gli incidenti in itinere, ovvero quelli che avvengono nel percorso tra casa e lavoro, segnano infatti un aumento del +3,2%, mentre i decessi crescono del +4,6%. In termini assoluti, si contano 293 vittime sulla strada, con 13 casi in più rispetto all’anno precedente, contro una diminuzione di 5 morti nei luoghi di lavoro (792 totali).

Un dato ancora più significativo riguarda il peso percentuale: oggi gli incidenti in itinere rappresentano circa il 27% dei decessi complessivi legati al lavoro. Una quota che evidenzia come il rischio non sia più confinato agli ambienti produttivi, ma si distribuisca lungo le direttrici della mobilità quotidiana.

 

Una trasformazione strutturale del rischio

L’aumento degli incidenti lungo il tragitto casa-lavoro non è un fenomeno episodico. Già dal 2019 si osserva una crescita costante: nel 2025, le denunce di infortunio in itinere hanno raggiunto il 19,3% del totale, mentre i casi mortali hanno toccato appunto il 27%. Si tratta di una trasformazione legata a più fattori. Da un lato, l’incremento degli spostamenti quotidiani e la crescente pressione su infrastrutture e traffico. Dall’altro, il ruolo sempre più centrale di settori come trasporti e logistica, dove la mobilità è parte integrante dell’attività lavorativa.

Questo scenario apre una riflessione anche per il settore automotive: la sicurezza non riguarda più solo il veicolo in sé, ma l’intero ecosistema della mobilità, dalla qualità delle strade ai comportamenti di guida.

 

Prevenzione e formazione: le leve decisive

A sottolineare l’importanza di un approccio sistemico è Paolo Carminati, presidente di AiFOS, che evidenzia la necessità di una governance integrata tra istituzioni, imprese e società civile. Secondo Carminati, «la prevenzione e una formazione realmente efficace devono restare al centro delle politiche aziendali e di sistema». Un messaggio che assume ancora più rilevanza alla luce dei nuovi dati, che mostrano come la sicurezza debba essere affrontata in modo trasversale.

In questo contesto, assume un ruolo strategico il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro, obbligatorio per aziende e pubbliche amministrazioni con oltre 100 dipendenti nei centri urbani sopra i 50 mila abitanti. Non si tratta di un semplice adempimento, ma di uno strumento concreto per ridurre l’uso dell’auto privata, migliorare la sicurezza e contenere lo stress legato alla guida.

 

Sicurezza stradale: una questione culturale

Accanto alle politiche organizzative, resta centrale il tema della formazione individuale. La sicurezza stradale, infatti, non inizia al momento dell’incidente, ma molto prima. La corretta posizione di guida, l’attenzione alla strada, la gestione dello stress e della fatica sono elementi spesso sottovalutati, ma determinanti nella prevenzione. Come sintetizzato efficacemente dagli esperti del settore, «la sicurezza alla guida inizia a macchina ferma».

Un principio che richiama anche il ruolo della tecnologia: dai sistemi di assistenza alla guida (ADAS) fino alle soluzioni di mobilità intelligente, l’innovazione può contribuire a ridurre il rischio, ma solo se accompagnata da comportamenti responsabili.

 

Mobilità e lavoro: una sfida per il futuro

Il quadro che emerge dai dati 2026 è chiaro: la sicurezza sul lavoro non può più essere analizzata senza considerare la mobilità. Il tragitto casa-lavoro diventa uno spazio critico, dove si concentrano rischi spesso invisibili ma sempre più rilevanti. Per il settore automotive, questo rappresenta una sfida ma anche un’opportunità: sviluppare veicoli più sicuri, promuovere una guida consapevole e integrarsi con sistemi di mobilità sostenibile.

 


aaron-doucett-za6VUsCoSBA-unsplash – Foto da ufficio stampa AiFOS