La Commissione europea fa retromarcia sullo stop ai motori endotermici. Dal 2035 in poi, le case automobilistiche dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90%, mentre il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione, oppure da e-fuel e biocarburanti. Ciò consentirà ai veicoli ibridi plug-in, ai veicoli con range extender, ai mild hybrid e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo anche dopo il 2035, oltre ai veicoli completamente elettrici (EV) e a idrogeno. La Commissione propone inoltre una modifica mirata alle norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti, con una flessibilità che faciliti il rispetto degli obiettivi del 2030.

È quanto emerge dal pacchetto automotive presentato il 16 dicembre dall’Esecutivo europeo. Nella proposta – che dovrà ora essere negoziata tra Parlamento e Consiglio– Bruxelles spiana la strada, dunque, all’utilizzo di “crediyi”che potranno essere utilizzati volontariamente dalle case automobilistiche per compensare il restante 10% di emissioni soggetto a condizioni.

Oltre ai carburanti rinnovabili sostenibili e l’uso di acciaio a basse emissioni “made in Europe”, fino al 2034 i produttori potranno beneficiare di super crediti per l’immissione sul mercato di piccole auto elettriche economiche prodotte nell’Ue, di cui una sottocategoria normativa viene oggi annunciata all’interno del pacchetto e che comprenderà veicoli elettrici di lunghezza fino a 4,2 metri.

Bruxelles propone poi ulteriore flessibilità per conformarsi ai target di taglio emissioni sul triennio dal 2030 al 2032, estendendo la flessibilità concessa già quest’anno tra il 2025 e il 2027 per scongiurare il pagamento delle multe. Nella revisione, la Commissione UE aggiorna poi l’obiettivo climatico per i furgoni che dovranno ridurre le emissioni del 40% entro il 2030, non più del 50%.

Un forte contributo alla decarbonizzazione è atteso dalle flotte aziendali, il 60% del circolante.  I target, in proposito, saranno “modulati” sulle caratteristiche del mercato di ciascuno Stato, a cui viene lasciata “piena discrezionalità su come raggiungerli”. Secondo la proposta – che andrà negoziata da Parlamento e Consiglio – gli obiettivi si applicheranno solo alle grandi imprese con più di 250 addetti e un fatturato di oltre 50 milioni. Dal regolamento saranno esentate le Pmi. Bruxelles propone di vincolare gli incentivi solo ai veicoli aziendali green fabbricati nell’Ue

Nel pacchetto, inoltre, la Commissione Ue lancia il piano “Battery Booster'”da 1,8 miliardi di euro per accelerare lo sviluppo di una catena del valore delle batterie interamente prodotta nell’UE, di cui 1,5 miliardi di euro sosterranno i produttori europei di celle per batterie attraverso prestiti senza interessi già il prossimo anno.


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