L’educazione alla guida sicura non è solo un dovere civico, ma un investimento strategico per il Paese. È quanto emerso dal Convegno “Corsi di Guida Sicura: investimenti ESG di valore”, organizzato da ACI Vallelunga e Sara Assicurazioni, in collaborazione con Luiss Business School, tenutosi a Roma. Un evento di forte impatto, che ha messo in luce l’emergenza dell’incidentalità stradale in Italia – 456 incidenti al giorno, 8,3 decessi e oltre 600 feriti-– e la necessità urgente di agire con strumenti efficaci, in primis la formazione alla guida consapevole.
L’Austria come modello: incidenti giù del 57,7% tra i giovani
Tra i contributi più rilevanti, il case study austriaco presentato da Karl Martin Studener, di ÖAMTC Driving Technology: dal 2003, l’Austria ha introdotto l’obbligo di frequentare corsi di guida sicura per i neopatentati, ottenendo risultati straordinari. Nel confronto tra il periodo 2000-2002 e quello 2021-2023: –37,2% di incidenti con morti o feriti gravi; -57,7% tra i 17-24enni; -63,5% di decessi tra gli over 25; -80,2% di decessi tra i giovani 17-24 anni. Un approccio che potrebbe essere replicato in Italia, dove l’incidentalità pesa per 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1% del PIL nazionale.
Cos’è un corso di guida sicura e perché è fondamentale
I corsi di guida sicura sono percorsi formativi avanzati progettati per migliorare la capacità del conducente di gestire situazioni complesse, imprevisti e condizioni stradali critiche. Secondo i dati presentati da ACI Vallelunga, fino al 90% degli incidenti è legato a errori umani. Il centro di Vallelunga si distingue come eccellenza nazionale, anche attraverso progetti come il Sara Safe Factor, volto a educare i giovani neopatentati. Alfredo Scala, Direttore ACI Vallelunga, ha sottolineato: “I corsi di guida sicura salvano vite, riducono i costi aziendali e generano valore collettivo. Serve una rete nazionale di centri dedicati e una politica più ambiziosa a livello normativo”.
Benefici anche per le aziende e sconti INAIL
Non solo sicurezza individuale. Le aziende con personale viaggiante traggono vantaggio dai corsi di guida sicura in termini di: riduzione degli incidenti e dei costi associati, sconti sulle tariffe INAIL attraverso il modello OT23 e conformità normativa e mitigazione del rischio legale. Il tema è stato approfondito da Marcello Fiori, Direttore Generale INAIL, e da Roberto Landi, Direttore Auto di Sara Assicurazioni, che ha aggiunto: “La sicurezza alla guida è un valore ESG concreto. Le aziende che investono in formazione sono più resilienti e contribuiscono a un impatto sociale positivo”.
Annunciata una nuova ricerca sulla percezione del rischio
Durante il convegno è stata presentata anche una nuova indagine promossa dalla Fondazione Caracciolo ACI, in collaborazione con Luiss Business School, per analizzare la percezione dell’incidentalità stradale, la consapevolezza del rischio e l’impatto ESG dei corsi di guida sicura come strumento di prevenzione e responsabilizzazione. Francesco Scotto, Direttore Studi e Ricerche della Fondazione, ha evidenziato: “Vogliamo dare una misura concreta all’efficacia formativa dei corsi e al loro impatto sociale ed economico. I dati preliminari ci dicono che stiamo andando nella giusta direzione”.
Un nuovo paradigma per la sicurezza stradale
La sicurezza stradale non è più solo un tema di ordine pubblico o responsabilità individuale. È un indicatore ESG strategico, parte integrante della sostenibilità aziendale e sociale. L’Italia, oggi, ha la possibilità concreta di seguire l’esempio dell’Austria e istituire corsi obbligatori per i neopatentati, affiancandoli a politiche di incentivo per aziende e privati. Il convegno ha offerto una visione sistemica della questione: formazione, educazione, incentivi e analisi dei dati. Il messaggio è chiaro: formare conducenti consapevoli significa investire in sicurezza, economia e futuro.
Foto da ufficio stampa – thumbnail_clark-van-der-beken-CSkriQWeTVs-unsplash