Il turismo in camper sta uscendo definitivamente dai confini di una passione riservata a pochi esperti. A renderlo più popolare non è soltanto il desiderio di trascorrere tempo all’aria aperta, ma un cambiamento profondo nel modo di organizzare le vacanze: partenze più frequenti, soggiorni più brevi, itinerari modificabili e maggiore attenzione alla libertà personale. Il veicolo ricreazionale diventa così uno strumento per costruire il viaggio giorno dopo giorno. Non obbliga a prenotare ogni tappa con largo anticipo, consente di evitare le destinazioni congestionate e permette di fermarsi in luoghi che spesso rimangono fuori dai grandi circuiti turistici.
Questa evoluzione sarà al centro del Salone del Camper 2026, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre. La manifestazione, organizzata insieme ad APC, l’Associazione Produttori Caravan e Camper, riunirà aziende, appassionati e persone interessate a conoscere più da vicino camper, caravan, van, accessori e servizi legati al viaggio open air.
Non più una sola vacanza all’anno
Il modello tradizionale delle ferie concentrate in poche settimane sta progressivamente lasciando spazio a una maggiore frammentazione del tempo libero. Molti viaggiatori preferiscono distribuire le partenze durante l’anno, sfruttando fine settimana, ponti e periodi meno affollati. Camper e van si adattano particolarmente bene a questa tendenza. Il mezzo può essere preparato rapidamente e utilizzato anche per spostamenti di pochi giorni, senza la necessità di coordinare alberghi, trasporti e orari rigidi.
La vacanza non comincia più soltanto all’arrivo. Il percorso diventa parte integrante dell’esperienza, con la possibilità di cambiare strada, fermarsi davanti a un paesaggio inatteso o prolungare una sosta particolarmente piacevole. È questa autonomia a rendere il viaggio itinerante attraente anche per chi in passato non aveva mai preso in considerazione un camper.
La nuova generazione dei veicoli ricreazionali
L’immagine del mezzo ingombrante e difficile da guidare non rappresenta più l’intero settore. Una quota crescente del mercato si orienta verso van compatti e camper furgonati, capaci di offrire spazi abitabili all’interno di dimensioni più gestibili. Questi veicoli possono risultare meno impegnativi negli spostamenti urbani e sulle strade strette, offrendo al tempo stesso letti, cucina, vani portaoggetti e soluzioni modulari. Sono particolarmente adatti alle coppie, ai piccoli gruppi e a chi utilizza il mezzo per accompagnare attività sportive.
Biciclette, attrezzature da trekking, sci, tavole e accessori possono viaggiare insieme ai passeggeri, trasformando il camper in una base mobile dalla quale partire per esplorare il territorio. L’evoluzione tecnologica contribuisce ad ampliare il pubblico. Sistemi multimediali, dispositivi di assistenza alla guida, pannelli solari, batterie più efficienti e impianti per la gestione delle risorse rendono la permanenza a bordo più semplice rispetto al passato.
Il camper moderno cerca quindi di unire due esigenze che potrebbero sembrare opposte: il desiderio di allontanarsi dagli schemi e la richiesta di comfort.
Il viaggio si decide anche durante il percorso
La vera differenza rispetto a una vacanza tradizionale emerge quando qualcosa cambia. Una giornata di pioggia può spingere verso un’altra regione, una strada panoramica può suggerire una deviazione e una località poco conosciuta può diventare la tappa principale. Nella survey «Il Tuo Stile di Viaggio» del Salone del Camper, il 93% degli intervistati indica camper e caravan come soluzione preferita. Il 75% associa questa scelta alla ricerca di paesaggi autentici, mentre il 69% considera prioritaria la libertà di esplorazione. Sono percentuali che raccontano un bisogno di autonomia, ma anche la volontà di recuperare un rapporto meno filtrato con i luoghi visitati.
Il turismo itinerante permette infatti di ridurre la distanza tra il viaggiatore e il territorio. Non si entra in una destinazione soltanto per raggiungere una struttura ricettiva, ma si vive lo spazio attraversato, dalle strade secondarie ai mercati locali, dalle aree naturali ai centri storici.
L’acquisto non è più l’unica porta d’ingresso
Avvicinarsi al camper non significa necessariamente comprarne uno. Il noleggio di camper e van sta diventando il modo più immediato per sperimentare questa formula senza assumere da subito i costi e gli impegni legati alla proprietà. Una breve vacanza può aiutare a capire se gli spazi sono adatti, quanto sia semplice organizzare la vita a bordo e quale tipologia di mezzo risponda meglio alle proprie esigenze.
Per molti giovani il valore dell’esperienza supera quello del possesso. Il veicolo viene utilizzato quando serve, scegliendo ogni volta dimensioni e caratteristiche in funzione del viaggio. Questo approccio può favorire l’ingresso di nuovi utenti nel settore. Il noleggio riduce infatti la distanza tra la curiosità e la partenza concreta, consentendo di provare un weekend itinerante senza dover affrontare un investimento importante.
Successivamente alcuni potranno orientarsi verso l’acquisto, altri continueranno a utilizzare il camper soltanto in determinati periodi. Entrambe le modalità contribuiscono alla crescita del comparto.
La rete delle soste diventa decisiva
La libertà del viaggio su ruote dipende anche dalla qualità dell’accoglienza. Aree camper, campeggi e strutture open air stanno ampliando i propri servizi con allacci elettrici, carico e scarico delle acque, spazi per le biciclette, sistemi digitali di prenotazione e collegamenti con le attrazioni locali. Una rete efficiente permette di viaggiare in modo più semplice e ordinato, riducendo l’improvvisazione dove potrebbe creare problemi e valorizzandola invece nella scelta delle destinazioni.
Un’occasione per i piccoli centri
La crescita del turismo itinerante può offrire opportunità particolarmente interessanti ai borghi e alle aree interne. Il camperista non necessita necessariamente di grandi alberghi o di infrastrutture turistiche complesse, ma cerca luoghi sicuri nei quali sostare e servizi essenziali facilmente accessibili. Un’area attrezzata ben collegata al centro storico può generare presenze in territori esclusi dai flussi principali. I visitatori possono acquistare prodotti locali, frequentare ristoranti, entrare nei musei e partecipare alle attività organizzate dalla comunità.
Per funzionare, però, questo modello richiede programmazione. Non basta predisporre alcuni parcheggi: servono segnaletica, manutenzione, informazioni chiare e una relazione con le imprese locali. Il turismo in camper può contribuire alla destagionalizzazione, perché non dipende esclusivamente dall’apertura delle strutture alberghiere e può muoversi anche nei mesi meno richiesti. È uno strumento utile per distribuire le presenze, alleggerire le destinazioni più affollate e riportare attenzione verso territori che possiedono un patrimonio naturale e culturale ancora poco conosciuto.
Sostenibilità senza facili etichette
La relazione tra camper e ambiente deve essere valutata considerando l’intera vacanza. Concentrarsi esclusivamente sui consumi del veicolo rischia di offrire una lettura incompleta, perché il camper riunisce trasporto, pernottamento e parte dei servizi abitualmente forniti da strutture differenti. La ricerca «Turismo in camper, impatto economico ambientale del camperista», sviluppata da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha analizzato spostamenti, energia, acqua e risorse utilizzate durante il soggiorno. Secondo lo studio, il viaggio in veicolo ricreazionale può produrre, nel confronto considerato, una riduzione del 70% delle emissioni di CO₂, del 64% nell’impiego di risorse fossili e del 73% nel consumo di risorse idriche.
Questi dati non trasformano automaticamente ogni viaggio in camper in una scelta sostenibile. Stile di guida, distanze percorse, caratteristiche del mezzo e comportamento degli occupanti continuano ad avere un peso determinante. Il risultato sottolinea però un principio importante: la sostenibilità di una vacanza deve essere misurata nel suo complesso e non soltanto attraverso un singolo elemento.
La sensibilità verso questi temi è particolarmente elevata nelle nuove generazioni. Nella Youth Survey 2024 del Parlamento europeo, ambiente e cambiamento climatico risultano la seconda priorità indicata dai cittadini europei tra 16 e 30 anni, con una quota del 33%. In Italia la percentuale sale al 46%. Il camper può intercettare questa attenzione quando viene utilizzato con consapevolezza, privilegiando percorrenze ragionate, soste regolari e un consumo responsabile delle risorse.
I numeri confermano il peso dell’open air
L’Osservatorio Turismo Outdoor 2026 di Human Company e THRENDS stima per l’Italia 68,4 milioni di presenze open air nel corso del 2026, con un impatto economico diretto previsto in 5,12 miliardi di euro. Il fenomeno possiede ormai una dimensione continentale. Nel 2025, secondo Eurostat, campeggi, aree per veicoli ricreazionali e trailer park hanno totalizzato 413 milioni di pernottamenti nell’Unione europea.
L’Italia ha raggiunto 49,1 milioni di notti, confermandosi tra le principali destinazioni europee per questo tipo di turismo. La crescita riflette la capacità del settore di rispondere a esigenze diverse. Ci sono famiglie che cercano soggiorni accessibili, viaggiatori stranieri interessati alle città d’arte, sportivi che desiderano avvicinarsi alle aree naturali e persone che preferiscono evitare strutture molto affollate. Ridurre il turismo open air a una modalità economica significherebbe quindi non coglierne la trasformazione. La convenienza resta importante, ma si affianca alla ricerca di spazio, indipendenza e flessibilità.
Il Salone del Camper diventa un test prima della partenza
Alle Fiere di Parma sarà possibile confrontare direttamente le diverse interpretazioni del viaggio itinerante. Dai camper di grandi dimensioni ai van compatti, dalle caravan agli accessori, il Salone offrirà una panoramica completa delle soluzioni presenti sul mercato. L’appuntamento è rivolto agli utenti esperti, ma anche a chi sta ancora valutando la prima esperienza. Entrare nei veicoli, osservare l’organizzazione degli interni e confrontare dotazioni differenti consente di comprendere aspetti difficili da valutare soltanto online.
La manifestazione ospita inoltre proposte dedicate agli itinerari, alle aree di sosta, al campeggio e al noleggio, mettendo in relazione il prodotto con il modo concreto in cui verrà utilizzato. Nell’edizione precedente il Salone ha superato i 107.000 visitatori, con più di 310 espositori e circa 600 veicoli ricreazionali esposti su oltre 110.000 metri quadrati.
Numeri importanti, ma il dato più interessante riguarda l’allargamento della platea. Il camper non parla più soltanto a chi ha già scelto questo stile di vita. Si rivolge a chi sta cercando un’alternativa alle vacanze completamente pianificate e vuole capire quanto spazio di libertà possa ancora esistere nel viaggio.
Foto da ufficio stampa Salone del Camper