Sabato 12 luglio 2025 resterà una data memorabile per gli appassionati della Fiat 500. Nel comune di Barengo (NO)è stato ufficialmente inaugurato il primo Monumento Fiat 500 Club Italia 500NovaraLaghi, un’opera unica nel suo genere che celebra l’iconico “Cinquino”, simbolo dell’Italia del boom economico e della motorizzazione di massa.
L’iniziativa, nata nel 2016 dal Coordinamento Fiat 500 Club Italia Novara-Laghi, è frutto di anni di passione, determinazione e lavoro collettivo. A guidare il progetto è stato Marco Leonardi, fiduciario del Coordinamento, con il sostegno fondamentale del sindaco di Barengo, Fabio Maggeni,, che ha creduto sin dall’inizio nel valore culturale e sociale dell’impresa.
Un’opera che racconta l’Italia attraverso la sua auto più amata
Il monumento, posizionato accanto al Municipio e alla piazza principale del paese, è stato realizzato utilizzando due metà autentiche di Fiat 500, donate da due fratelli appassionati. I pezzi sono stati restaurati e trasformati in opera d’arte dal “Maestro” Gaudenzio Fortina, artigiano locale e figura storica del club.
La scelta dei materiali e dei colori non è casuale: la ruggine naturale evoca i mezzi agricoli e il lavoro nei campi, in perfetta armonia con il contesto rurale del borgo. Le ruote tassellate d’epoca rappresentano il legame tra l’uomo, la macchina e la terra. L’installazione è dunque un ponte tra memoria, identità territoriale e cultura popolare, un racconto per immagini e metallo che parla a tutte le generazioni.
Un esempio di come la passione può valorizzare un territorio
In un’epoca in cui spesso si parla di auto solo in termini di tecnologia e sostenibilità, questo monumento ricorda l’importanza del legame emotivo tra le persone e i veicoli. La Fiat 500, nata nel 1957, è molto più di un’auto: è un’icona culturale, un pezzo di memoria collettiva, capace di unire nonni e nipoti, restauratori e giovani appassionati.
Il Comune di Barengo, con questo progetto, si candida a diventare una tappa obbligata per i cinquecentisti e gli amanti delle auto d’epoca, aggiungendo un elemento di richiamo culturale e turistico che non potrà che far bene all’intera area.
Foto da ufficio stampa