Il tema delle auto abbandonate torna al centro del dibattito pubblico grazie all’approvazione definitiva della nuova legge sulla cancellazione dal PRA, un provvedimento atteso da anni che promette di incidere in modo concreto su uno dei problemi più visibili – e spesso irrisolti – delle nostre città. Veicoli lasciati per mesi, talvolta per anni, su strade e parcheggi pubblici non rappresentano solo un elemento di degrado urbano, ma anche un rischio ambientale e un costo diretto per le amministrazioni locali.
Con il via libera del Senato della Repubblica, il quadro normativo cambia in modo significativo, offrendo finalmente strumenti operativi più chiari ed efficaci a Comuni, enti proprietari delle strade e operatori della filiera automotive. Fin dalle prime valutazioni, Confcommercio Mobilità ha espresso un giudizio positivo sulla riforma, sottolineando come il nuovo impianto legislativo risponda a esigenze concrete e rimaste a lungo senza soluzioni adeguate.
Veicoli fuori uso e cancellazione dal PRA: cosa cambia davvero
Il cuore della riforma riguarda la possibilità di procedere alla cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e alla successiva rottamazione dei veicoli fuori uso anche quando questi risultano gravati da fermo amministrativo. Si tratta di una novità sostanziale: fino a oggi, proprio la presenza del fermo rappresentava uno degli ostacoli principali alla rimozione delle auto abbandonate, bloccando di fatto qualsiasi intervento risolutivo.
La nuova legge supera questo stallo, riconoscendo che un veicolo non più utilizzabile, lasciato sul suolo pubblico e non reclamato dal proprietario, deve poter essere avviato a una gestione corretta sotto il profilo ambientale, amministrativo e della sicurezza urbana. Un passaggio chiave è anche il rafforzamento del ruolo operativo dei Comuni e degli enti proprietari delle strade, che ora possono attestare formalmente l’inutilizzabilità dei veicoli rinvenuti e avviare le procedure di rimozione e demolizione senza restare impantanati in iter burocratici poco chiari.
Un problema diffuso che pesa su territori e bilanci pubblici
Il fenomeno delle auto abbandonate non è marginale. In molte realtà urbane e periferiche, i veicoli fuori uso occupano spazi pubblici, compromettono il decoro e possono trasformarsi in potenziali fonti di inquinamento, a causa di perdite di oli, carburanti e altri fluidi. A questo si aggiungono i costi indiretti sostenuti dagli enti locali, spesso costretti a intervenire senza poter poi recuperare le spese. In questo contesto, la nuova normativa rappresenta un cambio di passo che va nella direzione di una gestione più razionale e sostenibile del fine vita dei veicoli, tema centrale anche nel più ampio dibattito sulla transizione ecologica del settore automotive.
Il ruolo della filiera e degli operatori specializzati
La legge è stata illustrata e discussa anche in occasione del Congresso Nazionale di ADQ – Associazione Autodemolitori di Qualità, contribuendo ad avviare un confronto diretto con gli operatori del settore. Un dialogo che ha permesso di costruire un testo normativo più aderente alla realtà operativa degli impianti autorizzati di demolizione e recupero. Poprio ADQ, che rappresenta circa 1.500 impianti su tutto il territorio nazionale, ha svolto un ruolo attivo nel portare all’attenzione delle istituzioni le criticità di un sistema che, fino a oggi, rendeva difficile intervenire in modo tempestivo sui veicoli abbandonati.
Secondo Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità, l’ingresso di ADQ nella Federazione completa idealmente la filiera rappresentata: dalla vendita al fine vita del veicolo. Una visione di sistema che consente di affrontare il problema non solo dal punto di vista normativo, ma anche operativo e industriale.
Benefici concreti per cittadini e amministrazioni
L’impatto atteso della riforma è duplice. Da un lato, i cittadini beneficeranno di strade più libere, quartieri più decorosi e una riduzione di situazioni di potenziale rischio. Dall’altro, le amministrazioni locali potranno contare su procedure finalmente applicabili, riducendo tempi, costi e incertezze. Come sottolineato da Ruggiero Delvecchio, presidente nazionale di ADQ, il provvedimento mette a disposizione strumenti concreti per affrontare un problema che grava da anni sui territori. Il ringraziamento espresso nei confronti dell’Onorevole Russo evidenzia inoltre l’importanza del confronto tra istituzioni e operatori, elemento spesso decisivo per l’efficacia delle leggi.

Una riforma da applicare in modo uniforme
Ora la sfida si sposta sul piano dell’attuazione. Confcommercio Mobilità ha già annunciato l’intenzione di continuare a lavorare al fianco delle istituzioni affinché la legge venga applicata in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, evitando disparità tra Comuni e Regioni. L’obiettivo è chiaro: trasformare una buona norma in risultati tangibili, capaci di incidere su legalità, tutela ambientale e qualità della vita urbana. In un settore spesso accusato di essere parte del problema, l’automotive dimostra invece di poter essere parte della soluzione, quando regole chiare e filiere strutturate lavorano nella stessa direzione.
Foto da ufficio stampa Confcommercio Mobilità