di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Non si tratta più di “transizione ecologica”: siamo ormai di fronte a una trasformazione ideologica imposta per decreto. La possibile norma europea che vieterebbe l’uso di auto a combustione per noleggio e flotte aziendali già dal 2030 è l’ennesimo esempio di centralismo normativo scollegato dalla realtà produttiva, sociale ed energetica dei Paesi membri.

Le flotte aziendali rappresentano una spina dorsale per la mobilità industriale, il commercio, la logistica e i servizi in tutto il Continente. Pensare di convertirle per legge in pochi anni a una mobilità esclusivamente elettrica, senza un’infrastruttura adeguata, senza una produzione autonoma di batterie, e con un mercato dei veicoli elettrici ancora instabile e inaccessibile per molti, è un azzardo che rischia di colpire duramente PMI, artigiani, trasportatori e imprese di servizi.

Chi scrive queste norme probabilmente non ha mai percorso in macchina 800 km in una giornata lavorativa, né ha mai dovuto far quadrare i conti di una piccola flotta a margine ridotto.

Non si può fare transizione senza realismo economico, rispetto per la competitività e buon senso tecnologico. Il rischio? Rendere l’Europa un museo ecologico, virtuoso ma vuoto, mentre Stati Uniti e Asia corrono.

È tempo che l’imprenditoria faccia sentire la propria voce, con fermezza, ma lucidità. Non per negare il futuro, ma per evitare che venga costruito contro chi ogni giorno lo rende possibile.

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group