Foto: Pier Luigi Del Viscovo (Centro Studi Fleet&Mobility)
Si è svolto “Campo Largo…Bio-Fuels”, l’incontro organizzato dal Centro Studi Fleet&Mobility e promosso da Q8 Italia, che ha riunito rappresentanti ed esperti del mondo energetico, agricolo e automotive per un confronto aperto sul futuro dei biocarburanti e sulla transizione energetica. Il forum, ospitato nella prestigiosa sede dell’ACI di Roma, ha confermato come l’Italia si distingua per innovazione e leadership nel campo dei biofuels, evidenziando la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato per traguardare gli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali inviati via lettera dall’On. Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato come i biocarburanti abbiano un ruolo irrinunciabile nella decarbonizzazione dei trasporti ed il lavoro determinante svolto dall’Italia in questa direzione. I lavori sono stati moderati da Pier Luigi Del Viscovo, Fondatore e Direttore del Centro Studi Fleet&Mobility, che ha introdotto, con il supporto di dati e studi accreditati a livello internazionale e nazionale, i principali temi legati al mondo dei biocarburanti.
Il tema della decarbonizzazione dei trasporti e del loro ruolo cruciale in ambito energetico ha caratterizzato i primi interventi. “Siamo convinti che il percorso verso la decarbonizzazione debba essere aperto a tutte le tecnologie e le soluzioni in grado di offrire risultati concreti e competitivi, senza forzare il mercato con scelte calate dall’alto ignorando le scelte dei consumatori – ha dichiarato Giovanni Murano, Presidente di UNEM -. Finalmente anche la Commissione UE comincia a considerare i biocarburanti, sia liquidi che gassosi, come un’opzione per decarbonizzare i trasporti in modo sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente. Il nostro settore è impegnato in un percorso di decarbonizzazione attraverso i carburanti rinnovabili a basse o nulle emissioni con investimenti importanti e strategici per la sicurezza dell’approvvigionamento e l’intera transizione. Solo con un approccio di libertà e pluralità tecnologica si riuscirà a vincere la sfida della decarbonizzazione senza distruggere l’intera filiera industriale europea”.
“La sfida energetica più urgente – ha dichiarato Raffaele Iollo, Direttore Renewable Energy & Supply Chain di Q8 Italia – è accelerare la diffusione su larga scala di biocarburanti sostenibili non solo da un punto di vista emissivo, ma anche in termini di disponibilità delle materie di prime, mediante una valorizzazione della filiera agricola nazionale, secondo i principi dell’economia circolare. Ovviamente rimane imprescindibile un quadro normativo stabile, una solida collaborazione intersettoriale – come nelle tavole rotonde di questo convegno – e la valorizzazione delle infrastrutture esistenti”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla parte a valle della filiera, quindi alla distribuzione e all’utilizzo nel parco auto esistente. “La convivenza con le fonti fossili durerà ancora a lungo, come confermato anche dalle proiezioni internazionali: la sostituzione totale del parco auto richiederà, infatti, anche fino a trent’anni. In questo scenario, – ha dichiarato Francesco Scotto, Direttore Studi e Ricerche della Fondazione Caracciolo, ACI – i biocarburanti rappresentano una risposta immediata e realistica nella direzione della decarbonizzazione. Certamente una visione industriale a 360 gradi e di lungo periodo è in grado di sostenere ed accompagnare adeguatamente e in modo mirato le trasformazioni in corso”.
“È necessario rinnovare il parco circolante con criteri pragmatici, tenendo conto dei costi e delle possibilità dei consumatori – ha dichiarato Massimo Artusi, Presidente di Federauto. – Dobbiamo rimettere al centro la domanda reale. Il mercato deve essere protagonista della transizione, che deve essere non solo ambientalmente ma anche economicamente sostenibile e socialmente inclusiva.”
È in questo scenario che la filiera agricola italiana è pronta a svolgere un ruolo di attore principale. “L’Italia dispone di milioni di ettari di terreni non coltivati che possono diventare la base per una vera filiera nazionale dei biocarburanti, non in competizione con la produzione alimentare – ha dichiarato Ettore Prandini, Presidente Coldiretti. – Dobbiamo favorire le sinergie tra i diversi settori produttivi del paese e fare rete, custodendo e valorizzando le filiere esistenti. Mi auguro che anche il quadro normativo favorisca lo sviluppo in questa direzione”.
“È possibile programmare le coltivazioni dedicate ai biocarburanti scegliendo specie che migliorano e preparano i terreni alle successive colture alimentari – ha dichiarato Sandro Gambuzza, Vicepresidente di Confagricoltura. – Inoltre, anche le superfici marginali rispetto all’agroalimentare possono diventare funzionali a questo obiettivo. Lavorare per una filiera agricola stabile e integrata significa anche industrializzare la parte agricola per contribuire concretamente alla produzione di biofuel.”
Una mattinata di lavori e confronti molto costruttiva, grazie ad un dibattito vivace, che ha offerto non solo spunti e riflessioni ma anche prospettive e soluzioni concrete per un futuro più sostenibile.
Foto archivio Fleet&Mobility