AIPB e Art-Rite Auction House presentano lo studio sugli investimenti nelle auto d’epoca contenuto nell’edizione 2024 dell’Annuario Generale Private Banking. ü Il 2023 è stato un anno fortunato per il mondo delle auto da collezione, che si è concluso con un aumento dei prezzi pari al 12% a livello globale sull’anno precedente (e del 21% rispetto a cinque anni prima). In base ad un’analisi condotta da The Classic Valuer, un’azienda tecnologica che raccoglie, studia e confronta i dati delle case d’asta dal 2019 a oggi, il prezzo medio a livello globale per singola auto è stato di 29.958 euro mentre le sole dieci auto più costose hanno generato nel complesso un giro d’affari di 205 milioni di dollari.

L’anno si può riassumere con questi numeri: totale venduto 838 milioni di dollari; auto presentate: 2.252; auto vendute: 1.805; percentuale di vendita: 80%; media anno di costruzione: 1970.

In termini di Case costruttrici, Ferrari si conferma ancora come la più apprezzata: su 264 auto proposte in vendita nell’anno, 233 (l’88%) hanno trovato un nuovo proprietario. La media dell’anno di costruzione delle auto vendute è il 1982 e il valore medio per modello è pari a 1,2 milioni di dollari.

Un altro marchio molto apprezzato è Porsche: su 311 auto proposte, 240 sportive tedesche hanno trovato un nuovo garage (quindi il 71% delle Porsche proposte). La media del valore dei modelli è stata di 319 mila dollari.

Analizzando poi 100 modelli più popolari dalla lista di The Classic Valuer, emerge che il 70 di questi ha visto aumentare i prezzi del 6% tra il 2022 e il 2023.

A livello geografico, è stata registrata una crescita dei prezzi in tutti i Paesi. Alcuni esempi sono il +16,3% negli Stati Uniti, +8,9% nel Regno Unito e +9,5% nella UE.

Per quanto riguarda il periodo di costruzione delle vetture, l’analisi ha portato ai seguenti risultati: gli anni Settanta rimangono, come in quasi ogni ciclo di ricerche, la principale area di crescita in ogni decennio, con prezzi in crescita del 52% in 5 anni. Gli anni Cinquanta e Sessanta si collocano al secondo e terzo posto, mentre gli anni Venti e Trenta sono rimasti indietro, con addirittura un calo del -3,8% per le auto degli anni Venti.

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