di Paolo A. Starace, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE. 

I risultati fortemente negativi registrati nel mese di giugno, penalizzati dal confronto con il picco di immatricolazioni dello stesso periodo dello scorso anno – influenzato dall’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Sicurezza dei veicoli (c.d. “GSR 2”) – restituiscono un quadro congiunturale estremamente complesso per l’intero primo semestre dell’anno.
 
I volumi di mercato rappresentano un fattore cruciale per la sostenibilità dei costi di struttura delle imprese e, alla luce del crollo registrato e delle previsioni sfavorevoli per il secondo semestre 2025, non è possibile escludere potenziali impatti anche sul piano occupazionale lungo l’intera filiera dei veicoli industriali.

Nel corso degli ultimi mesi, UNRAE, unitamente alle principali Associazioni di categoria, ha più volte rivolto appelli alle Istituzioni affinché fossero riconosciute le criticità che sta attraversando il comparto. Solo lo scorso mese di giugno, è stata trasmessa una nota congiunta ai vertici ministeriali per evidenziare non solo le difficoltà oggettive che gravano sul settore del trasporto, ma anche la sua rilevanza strategica per l’intera economia nazionale.

A oggi, tuttavia, tali istanze sono rimaste prive di riscontro, sia sotto il profilo formale sia sostanziale, a riprova di come le attuali priorità del Governo sembrano orientate altrove, nonostante il peggioramento del contesto internazionale stia aumentando le incertezze sul futuro prossimo. In tale scenario, appare legittimo interrogarsi sull’opportunità di una revisione delle suddette priorità e di un più equilibrato orientamento delle risorse disponibili, anche alla luce degli ingenti investimenti recentemente previsti per singoli interventi infrastrutturali.

 
Una diversa allocazione, calibrata per rispondere con efficacia alle reali e urgenti necessità del settore, potrebbe generare ricadute positive e fornire benefici immediatamente riscontrabili.
Foto da ufficio stampa UNRAE