di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility
Ursula von der Leyen, alla presidenza bis della Commissione UE, proponendo il Green Deal ha messo la politica di Bruxelles né a destra né a sinistra, ma fuori dalla missione essenziale: promuovere e sostenere la crescita e il benessere dei cittadini europei. Nel primo mandato ha avviato la decrescita infelice e ora intende completare la rovina degli europei, nel nome di una missione, l’ambientalismo, ideologica, sganciata dalla realtà , inutile per l’ambiente e che non rientra nei suoi compiti. Lavorare CONTRO il benessere degli europei non è e non potrà mai essere di destra o di sinistra.
Sempre la presidente von der Leyen non ha avuto la sensibilità di andare incontro al segnale politico uscito dalle urne, ma si è arroccata nella fortezza dei perdenti: verdi, macroniani e socialisti. Inoltre, ha dichiarato che esiste un perimetro non scritto, quello delle forze “democratiche” anzi presunte tali, che esclude partiti liberamente e democraticamente votati dai cittadini. In Europa non esistono cittadini e partiti di serie A e di serie B, ma un solo unico sistema democratico e delegittimare una parte è un segnale, questo sì, profondamente anti-democratico.
Ciò detto, la responsabilità non sta nè nei Verdi nè nei Socialisti, che fanno la loro parte, ma nei Popolari (Forza Italia), per aver avallato questa mossa politica discutibilissima, e nella destra di ECR/FdI, per non aver mai avuto il coraggio di denunciare la perniciosità del Green Deal.