di Isabella Tovaglieri, eurodeputata

 

Lo stop ai motori endotermici dal 2035 mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e conduce l’Europa al suicidio industriale, economico e sociale. Secondo uno studio della European Association of Automotive Suppliers, la bilancia tra posti di lavoro perduti e guadagnati dalla transizione all’elettrico sarà di 275mila posti di lavoro persi, dei quali 60mila in Italia.

 

I primi segnali di questa prospettiva drammatica sono già sotto gli occhi di tutti: di recente in Germania la multinazionale Robert Bosch GmbH, prima produttrice di componenti per autovetture, ha annunciato che lascerà a casa 1.200 addetti entro il 2026 a causa dei costi legati alla transizione, mentre la ZF Friedrichshafen, leader mondiale di componenti nell’industria dei trasporti, ha annunciato che per la stessa ragione potranno andare in fumo fino a 12mila posti di lavoro.

 

Chiediamo alla Commissione in che modo intende fronteggiare i gravi problemi sociali che si verificheranno con la transizione forzata all’elettrico e se, di fronte allo scenario che si prospetta, non sia il caso di salvare i motori endotermici attraverso una revisione delle misure contenute nel pacchetto Fit for 55 e investendo su tecnologie alternative come i biocarburanti.

 

Per Bruxelles è arrivato il momento di scegliere tra l’adesione miope e scellerata all’estremismo ambientalista e la salvaguardia dell’industria, dei lavoratori e delle famiglie europee.