Il presidente Trump ha sottolineato il diritto dei cittadini di scegliere liberamente il tipo di auto da acquistare, criticando aspramente le politiche che favoriscono i veicoli elettrici a scapito di quelli tradizionali.
Al di là della retorica politica, la questione tocca un nodo cruciale: il bilanciamento tra sostenibilità e libertà di mercato. La transizione ecologica è generalmente venduta come una necessità scientifica, ma il modo in cui essa viene attuata può determinare la reale efficacia e il relativo grado di consenso sociale che la stessa cittadinanza sarà poi disposta ad attribuirle.
Ma è certo che resterà socialmente sempre poco comprensibile come una politica ambientalista così ortodossa e stringente della sola Europa, che conta meno dell’8% delle emissioni globali, possa avere un senso in termini di beneficio reale per il Pianeta.
Per cui regolamentazione o libero mercato? Innovazione forzata o spontanea? Il dibattito deve tornare ad aprirsi su questi snodi fondamentali, e il futuro della mobilità si giochi proprio su questo delicato equilibrio sulla scia del buon senso e non più della ideologia.