di Domenico De Rosa,  CEO del Gruppo SMET
 
Le ultime dichiarazioni di Donald Trump sul Green Deal, definito chiaramente una vera e propria “truffa”, un’imposizione dirigista che limita la libertà individuale, deve riaccendere il dibattito sulla transizione ecologica in Europa così ostinatamente portata avanti dalla Commissione Europea.

Il presidente Trump ha sottolineato il diritto dei cittadini di scegliere liberamente il tipo di auto da acquistare, criticando aspramente le politiche che favoriscono i veicoli elettrici a scapito di quelli tradizionali.

Al di là della retorica politica, la questione tocca un nodo cruciale: il bilanciamento tra sostenibilità e libertà di mercato. La transizione ecologica è generalmente venduta come una necessità scientifica, ma il modo in cui essa viene attuata può determinare la reale efficacia e il relativo grado di consenso sociale che la stessa cittadinanza sarà poi disposta ad attribuirle.

Ma è certo che resterà socialmente sempre poco comprensibile come una politica ambientalista così ortodossa e stringente della sola Europa, che conta meno dell’8% delle emissioni globali, possa avere un senso in termini di beneficio reale per il Pianeta.

Per cui regolamentazione o libero mercato? Innovazione forzata o spontanea? Il dibattito deve tornare ad aprirsi su questi snodi fondamentali, e il futuro della mobilità si giochi proprio su questo delicato equilibrio sulla scia del buon senso e non più della ideologia.