di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Mi pongo una domanda che, da imprenditore, non riesco a smettere di farmi. Perché soltanto oggi, dopo tanti, troppi anni, una parte così autorevole della rappresentanza industriale italiana arriva finalmente a denunciare l’errore strategico rappresentato dall’imposizione ideologica della mobilità elettrica?

Perché si è atteso così tanto prima di affermare con chiarezza ciò che molti imprenditori avevano già compreso da tempo, ossia che questa impostazione avrebbe prodotto conseguenze profondamente dannose per il tessuto produttivo europeo?

L’Unione Europea ha progressivamente sostituito il pragmatismo industriale con il dogmatismo ideologico, imponendo dall’alto una transizione costruita senza tenere conto della realtà economica, della competitività delle imprese, della tenuta delle filiere produttive e del lavoro di milioni di cittadini europei.

Il risultato è ormai sotto gli occhi di tutti. Abbiamo aumentato la dipendenza strategica dall’estero,favorito l’industria cinese, indebolito quella europea e trasferito fuori dai nostri confini ricchezza, investimenti, competenze e capacità produttiva.

La cosiddetta transizione ecologica, così concepita, si è trasformata in un autentico cavallo di Troia, diventando uno strumento di pianificazione centralizzata che ha preteso di decidere per decreto vincitori e vinti. Il compito delle istituzioni avrebbe dovuto essere un altro.

Creare le condizioni affinché innovazione, ricerca e mercato potessero competere liberamente, nel rispetto della neutralità tecnologica, lasciando che fossero il merito, l’efficienza e la capacità industriale a determinare il futuro.

Non imporre una sola tecnologia come unica strada possibile. Quando le scelte ideologiche vengono scaricate sulla pelle dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie, non si sta più perseguendo la sostenibilità. Si sta mettendo seriamente a rischio la sovranità industriale, economica e sociale di un intero continente.

La vera domanda, allora, non è se sia stato commesso un errore. La vera domanda è perché si sia aspettato così tanto tempo prima di trovare il coraggio di dirlo.

 

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group