di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia
L’Europa ha utilizzato la leva del cambiamento climatico – tema reale e non discutibile – per imporre all’automotive il salto regolatorio più duro della sua storia, senza una corretta proporzione tra costi industriali e benefici climatici globali. L’auto europea pesa circa l’1% delle emissioni mondiali: anche azzerandole, l’impatto sul clima sarebbe marginale, mentre il costo è interamente sostenuto dall’industria europea e dai consumatori.
Da noi non esistevano e non esistono le condizioni abilitanti: energia competitiva, filiera delle batterie sotto controllo europeo, infrastrutture adeguate e domanda di mercato sufficiente.L’Europa ha invertito la sequenza della transizione, regolando prima di avere competitività, domanda e scala industriale.