di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia

 
A #ForumAutomotive il confronto sul presente e futuro prossimo dell’auto in Europa. Con il contributo del sottoscritto insieme a Gianluca Di Loreto, Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company e Dario Duse, Managing Director, Country Head Italy ed EMEA Leader Automotive and Industrials di AlixPartners.

L’Europa ha utilizzato la leva del cambiamento climatico – tema reale e non discutibile – per imporre all’automotive il salto regolatorio più duro della sua storia, senza una corretta proporzione tra costi industriali e benefici climatici globali. L’auto europea pesa circa l’1% delle emissioni mondiali: anche azzerandole, l’impatto sul clima sarebbe marginale, mentre il costo è interamente sostenuto dall’industria europea e dai consumatori.

Da noi non esistevano e non esistono le condizioni abilitanti: energia competitiva, filiera delle batterie sotto controllo europeo, infrastrutture adeguate e domanda di mercato sufficiente.L’Europa ha invertito la sequenza della transizione, regolando prima di avere competitività, domanda e scala industriale.

 
Una transizione che indebolisce la capacità produttiva senza costruire prima le basi della nuova economia si è trasformata in un processo di deindustrializzazione. Il risultato è stato un mix di compressione dei margini, tagli occupazionali, perdita di volumi e vantaggio competitivo ceduto ai concorrenti extraeuropei