di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 
Lo scorso 16 dicembre, la Commissione europea ha presentato l’atteso “Pacchetto automotive”, che ora dovrà essere esaminato dal Parlamento europeo e al Consiglio europeo nell’ambito del cosiddetto Trilogo, dove potrebbe subire modifiche anche sostanziali rispetto alla versione iniziale.
Tra le misure proposte dalla Commissione, UNRAE, pone particolare attenzione al tema delle flotte aziendali: la proposta prevede che gli Stati membri garantiscano, a partire dal 2030, che una quota minima delle nuove immatricolazioni di veicoli delle grandi imprese sia costituita da veicoli a zero o basse emissioni, con obiettivi specifici per i veicoli a emissioni zero.
Obiettivi così ambiziosi sono raggiungibili e sostenibili per l’Italia solo a patto di rivedere la fiscalità per le aziende clienti in chiave “green”. Imporre alle aziende investimenti su auto a zero o basse emissioni senza i necessari fattori abilitanti, può impattare sulle decisioni di rinnovo delle flotte e penalizzare il mercato.
Nel 2025 la quota BEV negli altri 30 Paesi europei ha raggiunto il 21,2%, quasi 3 volte e mezzo superiore alla nostra. La materia fiscale è di esclusiva competenza nazionale, quindi anche l’Italia deve fare la propria parte per non rimanere fanalino di coda nel continente europeo. È necessario puntare a raggiungere almeno la media europea, per evitare di essere considerati un mercato di serie B, tenendo conto di tutti gli investimenti che i Costruttori stanno effettuando sui veicoli a zero o basse emissioni.
Da anni UNRAE sottolinea che un elemento fondamentale per favorire la mobilità a zero emissioni è la revisione in chiave “verde” del trattamento fiscale delle auto aziendali, attraverso interventi che prevedano l’aumento di detraibilità dell’IVA e deducibilità dei costi, oltre alla riduzione del periodo di ammortamento.
Per approfondire questi temi e individuare soluzioni concrete, UNRAE auspica fortemente l’apertura di un tavolo di confronto interministeriale, che sia mirato, continuativo e orientato all’assunzione di decisioni.
 
 

Foto da ufficio stampa UNRAE