di Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi Federchimica
Riteniamo sicuramente apprezzabile e in linea con quanto da noi richiesto la valorizzazione dei carburanti rinnovabili per compensare le emissioni. Ma i limiti indicati se confermati dai documenti tecnici e il fatto che tale valorizzazione sembrerebbe essere garantita solo dal 2035 non ci sembrano proprio coerenti con il principio di neutralità tecnologica. Leggeremo attentamente i documenti tecnici che saranno diffusi dalla Commissione, ma possiamo fin da ora affermare che questi limiti impedirebbero in primo luogo alle case costruttrici di poter considerare la riduzione dell’impronta carbonica derivante dall’utilizzo di carburanti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati per gli anni precedenti al 2035.
Inoltre, il tetto del 3% previsto per la contabilizzazione della riduzione delle emissioni derivante dall’impiego di carburanti rinnovabili non sembra trovare alcuna giustificazione tecnica né di sostenibilità ambientale e – se confermato nei testi – si porrebbe come un ulteriore e inspiegabile limite posto alle case automobilistiche e al mercato.
Assogasliquidi continuerà quindi a seguire il dossier per garantire che la revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO2 sia dei veicoli leggeri sia di quelli pesanti sia veramente ispirata da una completa apertura alla pluralità tecnologica e dalla piena valorizzazione, fin da subito, dei carburanti di origine rinnovabile solo questa è la strada per garantire certezze agli investimenti che le imprese sia del settore automotive sia della produzione e della distribuzione dei carburanti devono urgentemente indirizzare per rispondere agli obblighi comunitari.