di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

Nel giorno in cui Ursula Von der Leyen è stata rieletta Presidente della Commissione Europea, UNRAE esprime l’auspicio che, una volta insediati tutti gli organi competenti, si possa fare al più presto chiarezza sulle politiche ambientali e doganali della UE, che influenzano profondamente strategie industriali e investimenti delle Case automobilistiche, in un contesto di transizione complesso dove operatori e clienti hanno più che mai bisogno di certezze.

Passando all’ambito nazionale, lo scorso 1° luglio l’Italia ha trasmesso alla Commissione Europea il testo definitivo e aggiornato del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Il documento evidenzia testualmente che è molto incerta la traiettoria di evoluzione della mobilità, intesa non solamente come livello di diffusione e vettore energetico impiegato, ma anche come distribuzione territoriale, tipologie di infrastrutture di ricarica e abitudini degli utenti.

 

Questa posizione appare in contrasto con la previsione, riportata dal Piano stesso, di un parco circolante di 6,6 milioni di vetture ricaricabili nel 2030: un obiettivo ben lontano dal materializzarsi in assenza di una strategia chiara e di risorse sostanziose.

In particolare, è urgente che venga definita e implementata una strategia sui supporti alla transizione energetica, con un orizzonte temporale di almeno 2-3 anni. Questo permetterebbe a consumatori e imprese di programmare gli acquisti, evitando che nuovi stop & go creino incertezze al mercato.

UNRAE ribadisce, inoltre, la necessità di intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali, fermo in Italia agli anni ’90, che penalizza tutte le imprese italiane nel confronto con le concorrenti europee. Fondamentale agire su detraibilità IVA e deducibilità dei costi, modulandole in funzione delle emissioni di CO2, riducendo anche il periodo di ammortamento a 3 anni.