di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

 

Non deve spaventare troppo il quasi miliardo e mezzo di euro di multe già accumulato dal mix di vendita italiano di vetture e veicoli commerciali leggeri”, commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. Il fatto che l’Unione Europea, nei primi mesi del 2025, a seguito delle evidenze portate alla sua attenzione riguardo al collasso al quale stava esponendo l’intera filiera occupazionale e sistema industriale legati all’automotive, sia stata costretta a ‘moderare’ la norma stabilendo che le eventuali sanzioni saranno calcolate sulla media triennale di CO2 emessa tra il 2025 e il 2027 ha offerto alle case auto un orizzonte “umano” per raggiungere l’obiettivo imposto.

Ma la riduzione della CO2, per come è impostata la normativa, dipende tutta da una sola variabile che si chiama “aumento vendite BEV” (e anche PHEV finché non ci sarà una correzione del ciclo di omologazione che riporti i dati di CO2 rilevati a livelli più vicini a quelli reali). E questo aumento delle BEV dovrà essere esponenziale nei Paesi più indietro nella curva di adozione e non dovrà subire alcun rallentamento in quelli con quote di elettrico già significative.

Non rispondendo il mercato come l’Unione Europea (e purtroppo troppi costruttori) erano convinti che avrebbe fatto, si continua a discutere sulla opportunità di incentivare i modelli elettrici o disincentivare quelli tradizionali (pessime idee entrambe per chi scrive), nel migliore dei casi di lavorare sulle leve fiscali (sicuramente e comunque opportuno, sempre per chi scrive).

Solo pochissimi (e fra questi chi scrive), vorrebbero semplicemente la cancellazione totale di tutta questa normativa. A favore della diluizione sui tre anni della misurazione del target, va comunque detto che le simulazioni che Dataforce sta facendo portano a una quota BEV degli OEM nei Paesi interessati a fine 2027 fra il 25% e il 29%, che potrebbe in effetti azzerare il rischio multe nel comparto Passenger Cars. Gli LCV, invece, dovrebbero quintuplicare la quota BEV in soli tre anni.

 

Foto da ufficio stampa Dataforce Italia