di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE
L’andamento particolarmente favorevole degli ultimi mesi, alimentato dall’onda lunga delle immatricolazioni legate agli incentivi e sostenuto da un quadro macroeconomico migliore delle previsioni della vigilia, ci induce a rivedere al rialzo le stime per l’intero 2026.
Prevediamo che il mercato delle autovetture possa chiudere l’anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025 e un recupero di oltre 84.000 unità. Ciononostante, il confronto con il 2019 evidenzierà ancora un deficit di 307.000 vetture, pari a una contrazione del 16,0%.
I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile. Ora spetta alle Istituzioni creare condizioni stabili perché possano continuare a farlo.
Auspichiamo che venga formalizzato al più presto l’impegno assunto dal Governo a reintegrare i 251 milioni di euro del Fondo Automotive, temporaneamente dirottati verso le misure emergenziali contro il caro carburanti. Pur accogliendo favorevolmente la proroga del taglio di 14 centesimi sulle accise del gasolio come sollievo immediato per consumatori e imprese, ribadiamo che gli interventi congiunturali non possono sostituire una pianificazione di lungo periodo, indispensabile per dare stabilità al settore e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.
UNRAE ribadisce inoltre l’urgenza di una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi penalizzata da un divario di competitività rispetto ai principali Paesi europei. È prioritario rivedere le aliquote e adeguare i tetti massimi di deducibilità dei costi per acquisti, leasing e noleggi, in coerenza con gli orientamenti comunitari. Una fiscalità moderna migliora la competitività delle imprese, accelera il rinnovo del parco e rende disponibili, dopo pochi anni, automobili più giovani e sicure anche per le famiglie, oltre a generare al contempo un impatto positivo per il gettito dell’Erario.
La transizione della mobilità sarà davvero efficace solo se riuscirà a coniugare sostenibilità ambientale, competitività industriale e accessibilità economica per cittadini e imprese.
Foto da ufficio stampa UNRAE