di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
In queste ore emerge un dato che dovrebbe imporre prudenza, serietà e realismo a tutta la comunità europea. Il governo di Giorgia Meloni si sta preparando anche a uno scenario di possibile emergenza legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Le misure di cui si discute comprendono targhe alterne, riduzione di un grado dei condizionatori, smart working nel pubblico e taglio dell’illuminazione pubblica. Ma è bene dirlo con precisione. Si tratta di ipotesi allo studio, non di misure varate.
Anche le parole del ministro Guido Crosetto meritano attenzione. Alla domanda sul rischio che nel giro di un mese possa bloccarsi il sistema, ha risposto che è ciò che si teme, non tutto ma molto. Una frase che va letta nel suo contesto reale, perché non descrive un piano di razionamento già pronto, ma segnala con chiarezza il livello della preoccupazione istituzionale di fronte a una crisi geopolitica che può colpire energia, mobilità, industria e vita quotidiana.
In uno scenario del genere, l’autotrasporto rischia di non avere più margini reali di tenuta. Per migliaia di piccole e medie imprese del settore, già schiacciate da costi, incertezza e assenza di protezione strutturale, andare avanti potrebbe diventare semplicemente impossibile. E il punto più grave è proprio questo. Se la crisi energetica entra davvero nel vivo, non ci fermeremo per scelta strategica ma per disperazione economica.
Ed è proprio qui che si vede il limite dell’impostazione europea degli ultimi anni. Si è pensato di poter sostituire la strategia con la postura morale, la politica industriale con la regolazione, il pragmatismo con la propaganda. Oggi quel modello mostra tutta la sua fragilità. L’Europa deve uscire dalle posizioni sbagliate assunte finora. Deve ascoltare chi conosce davvero il mondo dell’energia, delle filiere, della manifattura, della logistica e della produzione. Descalzi lo dice con chiarezza, ma non è il solo. Da tempo molte voci competenti stanno avvertendo che senza sicurezza energetica non esistono sostenibilità, autonomia strategica e competitività.
Serve lucidità. Serve una politica europea capace di difendere imprese, lavoro e coesione sociale. Perché senza energia disponibile, sicura e a costi sostenibili non si costruisce il futuro. Si prepara il declino.
Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group