di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
Il problema, però, resta intatto. L’ETS continua a rappresentare una tassa che grava sulla manifattura, sulla logistica, sui trasporti e, in ultima analisi, su cittadini e imprese. Dal punto di vista climatico globale, il beneficio è irrilevante se produzioni e investimenti vengono semplicemente trasferiti in Paesi che emettono di più e con standard ambientali inferiori.
Non si riducono le emissioni del pianeta. Si riduce soltanto la capacità industriale dell’Europa. Ogni euro sottratto alla competitività delle nostre imprese è un euro in meno destinato a innovazione, occupazione, ricerca e investimenti. La Commissione oggi riconosce che qualcosa non ha funzionato. È un primo passo, ma non sufficiente.
Serve una scelta molto più coraggiosa. L’ETS deve essere abolito. Non attenuato. Non rinviato. Non corretto con compromessi.
Abolito. L’Europa ha bisogno di una politica industriale fondata su energia competitiva, innovazione, investimenti e neutralità tecnologica, non su un sistema che continua a creare nuovi costi senza modificare in modo significativo il bilancio climatico mondiale.
Le imprese europee non chiedono privilegi. Chiedono soltanto di poter competere ad armi pari con il resto del mondo. Il coraggio politico, oggi, non consiste nell’inventare nuove tasse. Consiste nell’eliminare quelle che stanno rendendo l’Europa meno forte, meno competitiva e meno attrattiva.
Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group