di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Da tempo sostengo che il settore automotive europeo sarebbe arrivato a un punto di svolta. Oggi i fatti sembrano confermare quello scenario. Con impianti che in molti casi lavorano ben al di sotto della loro capacità e una domanda ancora debole, i costruttori europei stanno progressivamente aprendo le porte ai gruppi cinesi. Non più soltanto come concorrenti, ma come partner industriali indispensabili per mantenere attivi gli stabilimenti e preservare i volumi produttivi.

Il caso di Cassino e le ipotesi che coinvolgono Maserati rappresentano un banco di prova significativo. Ma non è un fenomeno isolato. È il segnale di una trasformazione strutturale dell’industria automobilistica europea. Per anni si è pensato che la sfida fosse semplicemente difendere il mercato europeo dalla Cina. La realtà è che oggi sono molte aziende europee ad aver bisogno della Cina per continuare a produrre in Europa.

La domanda decisiva, però, non è se arriveranno investimenti cinesi. Arriveranno. A mio giudizio, assisteremo molto rapidamente a due fenomeni paralleli. Da un lato, le quote di mercato dei costruttori cinesi in Europa continueranno ad aumentare in modo significativo. Dall’altro, sempre più piattaforme industriali e stabilimenti oggi appartenenti a marchi europei saranno oggetto di partecipazioni, joint venture o cessioni a gruppi cinesi. Non parlo di un orizzonte lontano. Ritengo che questa dinamica possa accelerare già nei prossimi mesi.

La vera questione è quale ruolo avrà l’Europa nei prossimi dieci anni. Saremo protagonisti nello sviluppo delle tecnologie, delle piattaforme software, delle batterie e dell’intelligenza artificiale applicata all’automobile, oppure ci limiteremo a mettere a disposizione capacità produttiva per progetti sviluppati altrove?

Chi governerà la tecnologia governerà anche la catena del valore. E oggi il vantaggio competitivo si sta spostando rapidamente verso Oriente. Avevamo previsto questa evoluzione. Oggi stiamo assistendo alla sua concreta realizzazione.

 

Foto da ufficio stampa Gruppo SMET