di Massimo Artusi, presidente di Federauto
La chiusura del mese di gennaio del mercato italiano dell’auto in territorio positivo non deve indurre, a nostro avviso, a pensare ad una
inversione di tendenza. In un mercato in cui il canale dei privati continua a offrire segnali di cedimento a cui si aggiungono le auto immatricolazioni dei concessionari: la prudenza è d’obbligo, in quanto il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra che in tempi brevi possa avviare un recupero
inversione di tendenza. In un mercato in cui il canale dei privati continua a offrire segnali di cedimento a cui si aggiungono le auto immatricolazioni dei concessionari: la prudenza è d’obbligo, in quanto il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra che in tempi brevi possa avviare un recupero
Occorre smettere di demonizzare l’auto, che resta un potente strumento di libertà personale, adeguare le normative fiscali alle migliori
pratiche europee e promuovere il sistema distributivo per l’importante ruolo che svolge. Positivo, comunque, il continuo spostamento della domanda sulle vetture ibride che crediamo possano giocare un ruolo importante anche nella prospettiva del tema strategico del Green Deal Automotive e degli indirizzi da promuovere e sviluppare per una sua revisione da parte delle istituzioni europee nel nuovo percorso che fa seguito alle proposte lanciate a dicembre dalla Commissione UE.
pratiche europee e promuovere il sistema distributivo per l’importante ruolo che svolge. Positivo, comunque, il continuo spostamento della domanda sulle vetture ibride che crediamo possano giocare un ruolo importante anche nella prospettiva del tema strategico del Green Deal Automotive e degli indirizzi da promuovere e sviluppare per una sua revisione da parte delle istituzioni europee nel nuovo percorso che fa seguito alle proposte lanciate a dicembre dalla Commissione UE.
Il pacchetto di proposte della Commissione europea sull’automotive è stato oggetto di confronto fra Governo e stakeholder nell’incontro convocato dal Ministro Urso e tenutosi a Roma, dove abbiamo molto apprezzato la posizione espressa dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, in particolare la necessità di andare oltre la proposta della Commissione sui target CO2 per autovetture e veicoli commerciali leggeri del 16 dicembre, a partire dalla rimozione degli inspiegabili limiti al consumo imposti sui carburanti
rinnovabili e dall’attuazione completa del principio di neutralità tecnologica che riteniamo essenziale per un quadro regolamentare sostenibile.
Quadro regolamentare oggi turbato da una serie di pesi e misure diverse in base a specifici interessi e non all’obiettivo della decarbonizzazione. Forte criticità è data poi dalla proposta della Commissione europea sui Corporate Fleet, che imporrebbe obblighi rigidi alle grandi imprese sulla composizione delle loro flotte, distorcendo le più elementari logiche del libero mercato.
Federauto appoggia l’azione del Ministro Urso e del Governo italiano in sede europea con l’auspicio di una fase emendativa da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo, in grado di rimuovere ogni possibile effetto distorsivo, regolamentare e di mercato, che limiti il principio di “neutralità tecnologica”, ferme restando le intenzioni di tutti i dealer italiani di continuare a investire ingenti risorse per decarbonizzare concretamente la filiera dell’Automotive.
Foto da ufficio stampa Federauto