di Massimo Artusi, presidente di Federauto

 
Nonostante la “diminuzione del traffico” negli show room delle concessionarie per il ponte pasquale, le immatricolazioni ad aprile chiudono in territorio positivo, trascinate dal noleggio a breve termine e da una dose, ormai vitale, di auto-immatricolazioni. Riteniamo in larga parte legata all’ecobonus MASE la crescita del canale privati e il conseguente aumento delle immatricolazioni di auto elettriche e strutturale l’aumento delle ibride, di tutte le tipologie, per un progressivo interessamento degli automobilisti a queste tecnologie a fronte di una discreta varietà di offerta da parte di tutti i costruttori.
 
Proprio in tema di ecobonus 2025 dobbiamo aspettarci il progressivo aumento delle immatricolazioni a saturazione degli incentivi disponibili, grazie alla fluidificazione delle procedure impresse dal Ministero dell’Ambiente, che dovrebbero portare ad un più rapido rimborso dei voucher anticipati dai dealer centrando gli obiettivi della misura, non ultimo la chiusura entro il 30 giugno 2026.
 
In tema incentivi sollecitiamo il MIMIT a chiarire se l’ECOBONUS N1+N2 uscirà o meno, perché è evidente l’effetto di attesa che si è generato sul mercato che vede le immatricolazioni di veicoli commerciali in declino da mesi. Nel contesto delle iniziative assunte dal MASE per sbloccare l’impasse dei ritardi di rimborso, con ripercussioni negative sulle concessionarie, ritardi nell’immatricolazione delle auto e proteste da parte della clientela, apprezziamo gli sforzi della struttura ministeriale e di Sogei – anche a seguito delle tempestive segnalazioni da parte di Federauto – volti a semplificare i controlli, peraltro imposti dalle procedure PNRR dettate dall’Unione europea.
 
Sempre in ambito europeo, dove è in itinere il complesso dibattito sul cosiddetto Automotive Package, apprezziamo l’importante novità introdotta dal Count Emission Regulation, la normativa che fissa i criteri di calcolo delle emissioni di CO2 prodotte dai servizi di trasporto, che affida obbligatoriamente la misurazione dell’impatto di CO2 alla metodologia EN ISO Standard 14083:23, calcolando le emissioni secondo il criterio Well-to-Wheel (WtW), cioè dal pozzo alla ruota.

Questa è un’indicazione normativa estremamente positiva, che ci auguriamo possa indicare un segnale di cambio di rotta dell’Europa nei criteri da adottare per misurare l’impatto della CO2 dell’automotive per il quale è ancora prevista l’impiego dell’opinabile criterio Tank- to-Well (dal SERBATOIO alla ruota) che, escludendo dal calcolo delle emissioni tutta la fase di produzione e utilizzo del vettore energetico, finisce per favorire una sola tecnologia, quella elettrica, senza considerare il complessivo impatto ambientale.
 
Foto da ufficio stampa Federauto