La frenata di agosto ridimensiona notevolmente anche il bilancio dei primi otto mesi dell’anno che mantiene soltanto un lievissimo margine rispetto al 2023 (+1,7% per l’Europa Occidentale e +1,4% per l’Unione Europea). Non vi è invece alcun margine rispetto ai livelli ante-crisi perché il consuntivo dei primi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2019, accusa un calo del 20% per l’Europa Occidentale e del 20,2% per l’Unione Europea.
Tornando alla situazione dell’agosto scorso, risultati particolarmente negativi sono quelli del maggior mercato dell’area, quello della Germania, che su agosto 2023 accusa un calo del 27,8%, seguito da quelli della Francia (-24,3%) e dell’Italia (-13,4%), mentre più contenute sono le contrazioni degli altri due maggior mercati (-1,3% per il Regno Unito e -6,5% per la Spagna).
La causa principale del crollo di agosto è da ricercarsi nella crisi dell’auto elettrica (BEV). In agosto nell’intera Europa Occidentale le immatricolazioni di auto elettriche accusano un calo del 36%, mentre considerando solo l’Unione Europea la contrazione è addirittura del 43,9% con cali del 68,8% in Germania, del 40,9% in Italia, del 33,1% in Francia e del 24,8% in Spagna, mentre il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%) dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute.
È del tutto evidente che, come da più parti viene richiesto, che è assolutamente urgente che l’Unione Europea riveda la sua politica per la transizione energetica che è una causa tutt’altro che secondaria del fatto che, pur in presenza di un pieno recupero del calo del prodotto interno lordo generato dalla pandemia e dalle altre circostanze negative che l’hanno seguita, il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale e in particolare quello dell’Unione Europea si è attestato intorno all’80% dei livelli ante-crisi con conseguenze fortemente negative per l’industria dell’auto europea, che è, tra l’altro, fortemente insidiata dalla concorrenza cinese che tende a conquistare quote sempre più importanti delle immatricolazioni in Europa.