di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
I primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare della corsa agli incentivi di ottobre, ma in prospettiva il ritardo sulla mobilità elettrica dell’Italia rischia di tornare ad aumentare. In mercati come Francia e Spagna gli incentivi all’elettrico sono stati confermati in toto e stanno contribuendo in modo decisivo alla tenuta del mercato auto complessivo, mentre in Germania sono stati addirittura reintrodotti i bonus con oltre 3 miliardi di fondi, nonostante la poderosa crescita messa a segno dall’elettrico anche senza agevolazioni all’acquisto.
In assenza di una accurata pianificazione degli strumenti di supporto alla domanda, l’Italia rischia seriamente di diventare un Paese di secondo piano nello scacchiere automotive europeo. C’è l’urgenza di un intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali caldeggiato da numerosi stakeholder nel recente Tavolo Automotive, anche in considerazione dei target proposti da Bruxelles per questo decisivo canale di mercato, che in Italia poggia ancora su un impianto normativo fermo agli anni ‘90.
Foto da ufficio stampa MOTUS-E