Non è un caso che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy abbia recentemente deciso di rilanciare in modo strutturale gli incentivi per il retrofit a GPL e gas naturale dei veicoli già circolanti. Il nuovo programma prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro distribuiti nell’arco di cinque anni, un investimento che conferma la volontà di sostenere una tecnologia che continua a offrire vantaggi economici e ambientali concreti. Oggi è possibile convertire a GPL o gas naturale veicoli Euro 3, Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 beneficiando di incentivi statali che consentono ai cittadini di contenere i costi della mobilità e, allo stesso tempo, di migliorare le prestazioni emissive del parco auto esistente. È una misura che sostiene i consumatori, ma anche la filiera industriale italiana della componentistica, della distribuzione e delle officine specializzate nelle trasformazioni.
Allo stesso tempo occorre guardare con attenzione e preoccupazione al futuro dell’autotrasporto, dove non sono valorizzate adeguatamente le alternative. Eppure l’Italia dispone di una delle filiere di GNL e bioGNL più avanzate d’Europa, grazie a investimenti rilevanti nelle infrastrutture di approvvigionamento e distribuzione e a competenze industriali di assoluto valore. Senza misure adeguate a sostegno – a cominciare dall’estensione urgente del credito di imposta per l’autotrasporto anche al GNL ed al bioGNL – rischiamo di perdere posizioni di leadership proprio mentre altri Paesi stanno accelerando. Per questo riteniamo necessarie premialità concrete per le imprese che scelgono mezzi alimentati a GNL e bioGNL, sia nella fase di acquisto sia durante il loro utilizzo. Servono incentivi per il rinnovo delle flotte e strumenti fiscali che contribuiscano a ridurre il differenziale di costo rispetto ai carburanti tradizionali.
Matteo Cimenti – Foto ufficio stampa Assogasliquidi-Federchimica