di Mario Verna, manager automotive

 
Non tutte le ciambelle riescono col buco. Ursula von der Leyen e il nucleare: “Errore strategico” ammette ora l’Europa, ma il Green Deal cosa dice? Al Vertice sull’Energia Nucleare a Parigi (10 marzo 2026), von der Leyen ha dichiarato senza mezzi termini: “È stato un errore strategico per l’Europa voltare le spalle a una fonte affidabile, economica e a basse emissioni”. Ricorda che nel 1990 il nucleare copriva un terzo dell’elettricità UE, oggi solo il 15%, una scelta consapevole che ha lasciato l’Europa vulnerabile alle crisi energetiche.

E annuncia azioni concrete: garanzia da 200 milioni di euro per tecnologie nucleari innovative (SMR operativi entro primi 2030) e nuove strategie per il nucleare accanto alle rinnovabili, per indipendenza e competitività. Ma ecco la contraddizione: il Green Deal, pilastro della sua Commissione, ha storicamente escluso il nucleare dalla tassonomia verde EU (votata dal Parlamento nel 2022), focalizzandosi su rinnovabili e gas transitorio, con battaglie ideologiche che ne hanno ritardato l’inclusione. Oggi, con crisi mediorientali e bollette alle stelle, si inverte rotta? O è solo realpolitik?

Lezione manageriale: le visioni ideologiche devono cedere alla strategia di potenza della realtà. L’energia non è dogma, ma sicurezza industriale.
Europa, impariamo dall’errore
: perché il rischio dei cantastorie decrescitisti è quello, non tanto di fare ciambelle senza buco, quanto di infornare dolciumi che poi risultano troppo duri da mandare giù.

E così meglio una vecchia ricetta della nonna, aggiornata e adeguata, che fantasmagoriche illusioni molecolari che fumano di ghiaccio secco.
Voi che ne pensate? Ritorno al nucleare o no?