di Domenico De Rosa, CEO SMET Group
 
A poche ore dall’insediamento di Donald Trump negli Stati Uniti d’America e solo poco dopo le sue dichiarazioni chiare ed inequivocabili rispetto alla fine del “Green Deal”, è emerso un grave scandalo che coinvolge la Commissione Europea e la sua presidenza, riguardante presunti pagamenti a gruppi ambientalisti affinché promuovessero il Green Deal europeo. Secondo tale inchiesta riportata dal “NL Times”, la Commissione avrebbe erogato sussidi a organizzazioni ambientaliste con la condizione che queste facessero lobbying a favore dei piani verdi dell’UE.

Questa rivelazione sollevano tra l’altro e ancora una volta tutta una lunga serie di preoccupazioni sull’integrità e la trasparenza delle istituzioni europee.

L’idea che fondi pubblici comunitari vengano utilizzati per finanziare attività di lobbying a favore delle stesse discutibili politiche promosse dalla Commissione rappresenta un evidente grave conflitto di interessi.

Tale pratica mina oltremodo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee e solleva interrogativi profondi sulla reale indipendenza delle politiche ambientali adottate e portate avanti con intransigenza e dirigismo ideologico a scapito della stessa Europa.

Inoltre, le politiche legate al Green Deal, promosse sotto la guida di FransTimmermans, sono state oggetto di crescenti critiche da parte di numerosi Stati membri. Molti paesi nel tempo hanno espresso serie preoccupazioni riguardo agli obiettivi utopistici del Green Deal, temendo che possano avere ripercussioni negative sulle loro economie e industrie nazionali. Ad esempio, dodici Stati membri hanno evidenziato rischi geopolitici associati al Green Deal europeo, temendo che le proprie industrie di importanza strategica possano essere penalizzate irreparabilmente.

Questo scandalo mette in luce una gestione discutibile da parte della Commissione Europea, che sembra più interessata a promuovere la propria agenda politica anche attraversomezzi eticamente discutibili, piuttosto che a perseguire il benessere continentale con un dialogo costruttivo, trasparente e inclusivo con tutti gli stakeholder coinvolti.

Sarebbe auspicabile arrivati a questo punto che le istituzioni europee, preso atto della realtà, cambino rapidamente approccio, abbandonino i percorsi ideologici e ristabiliscano la fiducia dei cittadini, garantendo finalmente che le politiche vengano sviluppate e implementate in modo pragmatico, trasparente e senza “indebite influenze” e conflitti di interesse.

Foto da ufficio stampa SMET Group