di Marco Bonometti, presidente del Gruppo OMR

L’attuazione del Green Deal europeo nel settore automotive sta evidenziando criticità strutturali sempre più rilevanti, con impatti concreti su industria e occupazione. Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa”.

Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, inclusa la dinamica tra Iran, Stati Uniti e Paesi Arabi, stanno ulteriormente aumentando costi e incertezza per le imprese europee, aggravando un quadro già complesso.

Dall’approvazione del Green Deal oltre 100.000 posti di lavoro sono già stati persi nella filiera automotive europea, con la previsione di altri 400.000 nei prossimi mesi, in particolare nella componentistica.

Casi industriali come Volkswagen confermano un trend di progressivo indebolimento della base produttiva europea. “Non si tratta più di singoli casi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile.

Alla radice del problema vi è l’assenza di una vera politica industriale europea. Questo poiché, a differenza di Stati Uniti e Cina che stanno sostenendo attivamente i propri sistemi produttivi, l’Europa continua a fare leva principalmente sulla regolazione, senza strumenti efficaci di tutela della produzione interna, incentivi alla localizzazione, politiche adeguate alla transizione della forza lavoro e un quadro energetico competitivo.

L’Europa non può limitarsi a imporre regole: deve creare le condizioni per produrre e investire. Senza una politica industriale e senza tutela del lavoro europeo, il rischio è quello di delocalizzare intere filiere.

È necessario un intervento urgente. Le istituzioni europee devono garantire certezza e semplificazione normativa, rafforzare una politica industriale capace di competere a livello globale, promuovere investimenti mirati in energia e manifattura e introdurre misure concrete a tutela del lavoro e delle filiere, anche attraverso meccanismi di localizzazione produttiva.

Servono unità, chiarezza e scelte coraggiose. La transizione ecologica deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. Senza industria non c’è occupazione e senza occupazione non c’è futuro per l’Europa.

 


Foto da ufficio stampa OMR