di Federico Visentin, presidente di Federmeccanica (dall’intervista al “Corriere Economia” del 12 luglio 2024)
Le politiche dell’UE dopo il voto? Nelle grandi scelte di fondo non cambierà nulla, ma penso che l’asticella sarà rivista, risuilta inevitabile. Del resto, i limiti di questo percorso sono davanti agli occhi di tutti. I ritardi nell’approntare le infrastrutture di ricarica, i costi finali delle vetture che richiedono sempre l’emissione di bonus, l’atteggiamento scettico dei consumatori.
 
Se vogliamo avere il 100% di full electric e utilitarie che costino poco qualche mossa dobbiamo pur farla. Magari partendo da un atteggiamento di maggiore umiltà. Spero che i politici abbiano almeno ascoltato nella recente campagna elettorale tutte le lamentele arrivate da ogni parte. Senza dimenticare che i cinesi sono tecnologicamente superiori agli europei nell’auto elettrica.
 
Sono almeno otto anni che ci lavorano e hanno guadagnato posizioni. La Renault sta partendo ora in Normandia a produrre la sua prima generazione di batterie, ma il player cinese più importante del settore, la Catl, ormai è alla quinta generazione. Oltre al know how industriale i cinesi hanno l’accesso ai principali fattori di costo, ad esempio nella raffinazione dei materiali rari hanno in opera processi di raffinazione altamente inquinanti che non sono replicabili in Europa per le norme più rigide che ci siamo dati. E tutto ciò cambia profondamente il quadro dei rapporti con la Cina.
Foto ufficio stampa Federmeccanica