di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet&Mobility
Nella scelta di un’auto il brand pare destinato a rimanere “importante, ma legato all’esperienza e al servizio”. Lo pensa oltre la metà degli intervistati da Centro Studi Fleet&Mobility per AgitaLab, un think tank. Uno su quattro invece prevede che avrà “un ruolo secondario e conteranno di più prodotto, usabilità e condizioni”. In sostanza, il cliente di domani sarà meno sensibile alle poesie e molto più interessato a fattori concreti, che facciano la differenza per lui.
Per il 57% “sceglierà in base a prestazioni, contenuti e prezzo, incluso il brand” che in pratica diventerebbe una componente del bundle e non il suo ombrello. Uno su quattro sottoscrive che “l’esperienza d’acquisto sarà più simile all’elettronica, digitale e poco legata al marchio”.
Quello che quasi tutti sembrano escludere è che il brand continuerà ad avere “un ruolo centrale come sempre” e che sarà la bussola per le scelte del cliente. Insomma, i tempi cambiano e le persone pure.
Foto archivio Fleet&Mobility