di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company

 

Sebbene le grandi Case automobilistiche e i fornitori di primo livello (Tier 1) abbiano fatto progressi nel ridurre le emissioni derivanti dalle proprie attività produttive e dal consumo di energia, le emissioni della catena di fornitura a monte rimangono ancora una sfidaLa decarbonizzazione della catena di fornitura diventerà sempre più critica poiché si prevede che le vendite di vetture elettriche aumenteranno ancora in misura considerevole. I veicoli elettrici hanno infatti più del doppio delle emissioni a monte rispetto ai motori a combustione a causa del contenuto di carbonio incorporato nelle batterie.

La decarbonizzazione è ormai diventata una questione centrale quasi per tutti: clienti, leader aziendali, regolatori e investitori, solo per citarne alcuni. Ma non tutti gli aspetti della decarbonizzazione sono stati affrontati allo stesso modo, soprattutto in alcuni settori in fase di trasformazione come quello automobilistico. Mentre le grandi Case automobilistiche e le aziende che forniscono loro componenti chiave hanno fatto progressi riducendo le emissioni di Scopo 1 e Scopo 2 (rispettivamente dell’8% e del 9% dal 2017), le emissioni di Scopo 3 rimangono invece una sfida per tutto il settore. Le emissioni di Scopo 3 includono i gas serra emessi lungo tutta la catena di fornitura (a monte) e quelle generate dal consumo di un prodotto (a valle), e sono aggiuntive rispetto alle emissioni dirette di un’azienda (Scopo 1) e alle emissioni indirette generate dall’energia acquistata (Scopo 2).

Secondo il nostro studio i principali costruttori automobilistici (OEM) hanno ridotto le proprie emissioni di Scopo 3 Upstream solo del 2% dal 2017, mentre i componentisti Tier 1 hanno invece aumentato le emissioni di Scopo 3 (upstream) del 5% nello stesso arco di tempo. Come intervenire sulla filiera per centrare gli obiettivi previsti?