di Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti di ANFIA
La chiusura positiva del primo semestre 2024 conferma il trend di crescita del triennio 2021-2023, sebbene il rialzo registrato sia più contenuto dei precedenti. Tra gennaio-giugno 2024 le immatricolazioni di vetture nuove in Italia sono risultate in aumento del 5,3% rispetto al primo semestre 2023, ma resta ancora un pesante divario rispetto ai volumi del 2019, pre-pandemia (-18,1%), mentre cresce il mercato dell’usato (+9,3%).
Tutta la filiera automotive sta attraversando una sfidante fase di cambiamento, incentrata sulla transizione energetica in corso, che proseguirà anche nei prossimi anni e richiederà anche alle imprese del post-vendita importanti investimenti in competenze e tecnologie, con particolare riguardo al fattore del capitale umano, indispensabile per mantenere alta la qualità dei prodotti e dei servizi – anche di tipo informativo – al cliente.
Se i trend dell’elettrificazione e della connettività sono ormai inarrestabili, infatti, il comparto aftermarket deve saper sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa rivoluzione, sia in termini di espansione della gamma dei prodotti che di ampliamento dei servizi di formazione e supporto ai clienti.
Ciò premesso, con la nuova legislatura europea l’auspicio è che senza perdere di vista l’obiettivo condiviso di un’ambiziosa decarbonizzazione, le istituzioni europee rivedano le metodologie di raggiungimento degli obiettivi in un’ottica neutrale e plurale, che consenta a tutte le tecnologie di poter contribuire alla causa.
Non si tratta quindi di rivedere i regolamenti già approvati, bensì di ammorbidire il percorso verso il target zero emissions, accompagnando all’elettrificazione – che è e rimane il mainstream – altre tecnologie (in particolare biocarburanti ed e-fuels), e magari intervenendo sulla metrica di calcolo delle emissioni.