di Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto


Per il solo comparto dei concessionari, l’impatto dei dazi produrrà un calo di 50mila veicoli, mettendo a repentaglio 3mila posti di lavoro. Si tratta di una prospettiva preoccupante che mette in ulteriore grave difficoltà il settore della distribuzione degli autoveicoli, già sottoposto a forti tensioni determinate dall’introduzione dell’agenzia e
dall’impatto delle normative sulla transizione energetica che – se dovessero prevalere – colpirebbero pesantemente un comparto che dà lavoro a oltre 90mila persone tra dipendenti diretti e indiretti.


In questo senso sarà necessario semplificare le troppe e onerose regolamentazioni a cui è sottoposto l’automotive – in particolare per quanto riguarda gli standard di sicurezza, le normative sulle emissioni e le procedure di omologazione – e individuare nuove iniziative che stimolino il mercato interno, in modo da creare un circuito virtuoso che non penalizzi i cittadini-consumatori, sui quali rischia di scaricarsi l’effetto finale di questa guerra commerciale, che non potrà che essere una contrazione del mercato e un conseguente invecchiamento del parco: che vuol dire più inquinamento, più climalteranti e meno sicurezza.  


Foto da ufficio stampa Autotorino