di Mario Verna, manager automotive

 
Crash test: cosa succede quando si violano le leggi dell’economia classica? Nei mercati in contrazione, normalmente, si ripetono sempre gli stessi eventi: scendono i prezzi, diminuiscono i player, si riduce la complessità dell’offerta. Nel settore auto – prendiamo l’Italia, ma il fenomeno riguarda tutta l’Europa – sta succedendo esattamente il contrario.

Il punto di svolta? La pandemia da Coronavirus. Uno degli eventi più determinanti della storia economica moderna, ancora troppo poco analizzato per gli effetti strutturali che ha generato. Dal 2019 al 2025, infatti: il mercato privati è diminuito di circa 270.000 unità (-25%), i prezzi delle auto sono aumentati fino al 40%, i brand ufficialmente rappresentati sono passati da 70 a oltre 100, entro il 2028 sono attesi altri 30 marchi, modelli disponibili superano ormai quota 500, ciascuno declinato in motorizzazioni, versioni e configurazioni sempre più articolate

In sintesi: meno clienti, ma più marchi, più modelli, più complessità, prezzi più alti. Un’anomalia economica che mette sotto pressione: reti vendita, marginalità, valore residuo, sostenibilità industriale. Tutto questo accade in un contesto macro (e micro) economico assolutamente sfavorevole alla dinamica dell’automotive, da sempre molto elastica ai “sentiment”…