di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
Il confronto europeo vede l’Italia in grave ritardo sulla diffusione dei veicoli elettrici, ma i segnali positivi non mancano e la crescente disponibilità di modelli sempre più accessibili rappresenta un possibile punto di svolta per il mercato. Importante è ora attivare molto rapidamente i nuovi bonus per le auto elettriche preannunciati dal Governo.
Convogliare sugli incentivi per le fasce più deboli i residui PNRR impossibili da usare per le colonnine di ricarica è stata una mossa particolarmente avveduta per scongiurare la dispersione di risorse preziose per il Paese. Adesso, però, è fondamentale essere tempestivi nell’attuazione della misura, per evitare di imbrigliare il mercato con l’attesa di un bonus rivolto, peraltro, a una limitata platea di potenziali beneficiari. Bisogna stare molto attenti a non replicare quanto osservato lo scorso anno, quando il mercato si era quasi fermato per aspettare l’Ecobonus.
Degna di nota, infine, l’accelerazione degli autocarri leggeri elettrici per il trasporto merci (categoria N1), che nei primi 5 mesi di quest’anno, con 2.823 immatricolazioni, hanno quasi raggiunto i livelli dell’intero 2024, muovendosi con un passo simile al 2023, ma senza incentivi. Il debutto di mezzi sempre più competitivi sta iniziando a plasmare il mercato anche in questo
segmento, decisivo per la logistica nelle città. E, in questo senso, sono sicuramente molto importanti anche le diverse politiche locali volte a facilitare l’elettrificazione del cosiddetto ultimo miglio.
Foto da ufficio stampa Motus-E