di Luca Sra, delegato ANFIA per il trasporto merci
Il mese di gennaio ha restituito un valore delle immatricolazioni di autocarri in ripresa rispetto alla contrazione registrata nel mese di dicembre, nel segno di un andamento fortemente altalenante causato dall’assenza di una più volte richiamata pianificazione strutturale per il rinnovo del parco circolante.
Ora che è stato pubblicato il decreto direttoriale attuativo delle risorse già stanziate allo scopo per il 2023, si auspica faccia seguito nella seconda metà dell’anno anche l’impiego dei fondi già previsti per il 2024. Tali misure risultano tuttavia insufficienti rispetto alla domanda di mercato, come testimoniato anche dal rapido esaurimento delle risorse della finestra di gennaio del fondo cd. ‘Elevata sostenibilità.
Si rinnova quindi l’auspicio a superare l’attuale frammentazione delle misure esistenti in favore dell’istituzione di un fondo pluriennale che – mediante il riconoscimento del contributo che tutte le tecnologie veicolari possono dare per la decarbonizzazione del settore a partire dai veicoli di ultima generazione a gas naturale (compresso o liquefatto) e a Diesel, pienamente compatibili con i biocarburanti e quindi in grado di valorizzare la filiera italiana del biometano e dell’HVO – sia caratterizzato da tempistiche di lungo respiro e da stanziamenti certi e adeguati.
Per ciò che concerne nello specifico i veicoli a zero emissioni, inoltre, si invita al riconoscimento del ruolo che la fattispecie del noleggio a lungo termine può avere come ulteriore driver di diffusione delle nuove tecnologie in questo comparto, specularmente a quanto ci si aspetta per il segmento dei veicoli commerciali leggeri con la riforma del cd. Ecobonus, del cui decreto si auspica la tempestiva pubblicazione.
In ultimo, nelle more della definizione della normativa attuativa della riformulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si ribadisce l’importanza di ripristinare la misura del credito d’imposta sugli acquisti di beni strumentali tradizionali premiando le tecnologie ecologicamente sostenibili come già riconosciute anche dalla cosiddetta Nuova Sabatini Green.