di Andrea Taschini, advisor e manager automotive
Dopo le ultime modifiche al “Green deal” dell’auto si sono udite delle “granitiche certezze di parte” che la riduzione al 90% delle emissioni sia una sostanziale conferma che l’auto elettrica dominerà incontrastata il mercato dell’auto dell’Unione.
Io, invece, sono propenso a ritenere che sia una svolta fondamentale per 2 motivi: il primo perché è crollato il dogma ideologico (e terroristico) delle zero emissioni. Il secondo più tecnico, riguarda invece un fattore industriale e cioè che progressivamente, mentre il potere politico della attuale Commissione UE entrerà in una crisi irreversibile, i limiti delle emissioni europee dovranno necessariamente convergere su quelli americani (che addirittura potrebbero lasciare i limiti alla situazione odierna) per evitare uno sdoppiamento produttivo catastrofico in termini di complessità e quindi di costi.
È un dato di fatto non questionabile che l’intreccio tra le case auto statunitensi ed europee necessiti di standard comuni per raggiungere una massa critica sostenibile nel lungo periodo.
L’alternativa per le case auto europee, sarebbe un improbabile (e inquietante) accoppiamento con l’industria automobilistica cinese cosa che non credo percorribile sia per questioni strategiche che geopolitiche dettate dall’attuale contesto internazionale.
Foto da archivio Forumautomotive-Diario