In Italia, manomettere il chilometraggio di un’auto è una frode ancora troppo diffusa. Secondo un’analisi condotta da carVertical, piattaforma specializzata nella verifica dello storico dei veicoli, gli automobilisti rischiano di acquistare auto apparentemente convenienti, ma in realtà sottoposte a manipolazioni che ne falsano il reale stato di usura. Ogni anno, questa pratica costa agli acquirenti italiani milioni di euro in sovrapprezzi e riparazioni non previste, minando la trasparenza del mercato delle auto usate. E il problema è duplice: non colpisce solo le auto di alta gamma, come si potrebbe pensare, ma soprattutto le utilitarie di fascia economica.

 

Le fasce di prezzo più esposte: allarme tra i 5.000 e i 10.000 euro

Lo studio di carVertical, basato su migliaia di report generati tra marzo 2024 e marzo 2025, mostra dati preoccupanti: in Italia, il 3,4% delle auto sotto i 5.000 euro presenta chilometraggio manomesso. La percentuale sale al 3,6% per la fascia 5.000-10.000 euro, che si conferma la più esposta alle frodi. Anche la fascia 10.000-15.000 euro mostra un tasso significativo (3,3%).

Secondo gli esperti, queste cifre sono legate a una bassa propensione all’investimento in controlli preventivi da parte degli acquirenti: chi cerca un’auto economica spesso non acquista un report sullo storico del veicolo o non porta l’auto da un meccanico di fiducia, rendendosi inconsapevolmente vulnerabile ai raggiri. “Gli acquirenti cercano sempre auto con basso chilometraggio, ma senza controllare l’autenticità di quei numeri rischiano di essere ingannati”, avverte Matas Buzelis, esperto del settore automotive di carVertical.

 

Anche il lusso non è immune: frodi più costose

Se le frodi colpiscono in proporzione più le utilitarie, le auto di fascia alta comportano danni economici maggiori. I dati raccolti indicano che 1,5% delle auto tra 30.000 e 35.000 euro ha il contachilometri alterato, l’1,9% per la fascia 35.000-40.000 euro, il 2,1% per veicoli oltre i 50.000 euro. L’alto valore residuo di questi veicoli rende più remunerativa la falsificazione dei chilometri. “Maggiore è il valore dell’auto, maggiore è il profitto potenziale della frode”, continua Buzelis, “alcuni acquirenti finiscono per pagare migliaia di euro in più per un’auto che ha percorso ben più chilometri di quanto dichiarato”.

 

Come riconoscere un’auto con chilometraggio alterato

Il metodo più efficace per evitare questo tipo di truffa è verificare lo storico del veicolo attraverso report certificati. I dati raccolti da carVertical, ad esempio, consentono di rilevare incongruenze nelle letture dei chilometri e nei passaggi di proprietà. Ecco alcuni consigli pratici: controllare i dati del chilometraggio su più fonti ufficiali, esaminare la cronologia dei proprietari (lacune e cambi rapidi possono nascondere manomissioni), verificare lo stato degli interni (un’auto con pochi chilometri ma sedili, volante o pedali consumati è sospetta), diffidare da prezzi troppo bassi rispetto alla media di mercato, non cedere alla fretta (chi spinge per una decisione immediata spesso vuole evitare verifiche).

 

Cultura dell’usato e responsabilità del consumatore

Lo studio di carVertical evidenzia anche una questione culturale. In Italia, come in molti Paesi europei, l’attenzione al prezzo spinge molti acquirenti a sottovalutare l’importanza del controllo preventivo. Un errore che può costare caro, soprattutto perché i truffatori mirano proprio a chi vuole risparmiare e cerca occasioni sotto il valore di mercato. Ad alimentare il fenomeno c’è anche la facilità con cui oggi è possibile alterare un contachilometri, grazie a strumenti digitali. Ecco perché rafforzare la consapevolezza dei consumatori e migliorare l’accesso alle informazioni storiche dei veicoli è fondamentale per ridurre le frodi.

 

Da carVertical dati, innovazione e trasparenza al servizio dell’automobilista

La piattaforma carVertical, attiva in oltre 30 Paesi, si è imposta come una delle più affidabili per il reporting dello storico dei veicoli usati, consultando oltre 900 registri pubblici e privati a livello internazionale. Nel 2023 ha generato un fatturato record di 42,7 milioni di euro, crescendo dell’83% rispetto all’anno precedente. Inserita dal Financial Times nella classifica delle 1.000 aziende europee a maggiore crescita, carVertical promuove una cultura dell’auto usata basata su trasparenza, dati verificati e sicurezza delle informazioni, avendo ottenuto anche la certificazione ISO/IEC 27001:2017.