di Carlo Fidanza, eurodeputato

 
Partiamo dai dati positivi o almeno apparentemente positivi. Cade il muro del dogmatismo elettrico, si apre a misure di flessibilità, si fa finalmente la flessibilità per i costruttori di veicoli pesanti sulle flotte verdi rispetto a quello che ci si aspettava. C’è sicuramente un passaggio interessante dai target aziendali a quelli nazionali. L’esclusione dei veicoli pesanti, l’esclusione delle piccole e medie imprese. Però bisogna poi entrare nel merito e ci entreremo sicuramente, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, perché questo superamento del dogmatismo elettrico sia reale.
 
Quando noi parliamo, e lo abbiamo fatto per anni, di neutralità tecnologica, non abbiamo scherzato. Bisogna fare di più sulla neutralità tecnologica. Deve essere piena neutralità tecnologica, senza inutili rigidità, senza inutili meccanismi collegati ai crediti e alle compensazioni, senza assurdi limiti di utilizzo per quanto riguarda, ad esempio, i biocarburanti. Noi vogliamo la piena neutralità tecnologica. Tutte le tecnologie che consentono di abbattere le emissioni inquinanti devono essere utilizzabili dalle nostre industrie.
 
La neutralità tecnologica deve essere una prospettiva industriale, non deve essere un contentino, un maquillage, qualcosa che raccontiamo fuori per far finta di aver superato l’elettrico, perché così non andremo lontani. Quindi avremo sicuramente molto da fare nei prossimi mesi in questo Parlamento, cercheremo di farlo rapidamente. Io mi auguro che i colleghi dei PPE, i colleghi dei Patrioti e gli altri gruppi pragmatici lavoreranno con noi per migliorare questa proposta che è soltanto l’inizio.
 
 

Foto da ufficio stampa On. Carlo Fidanza