di Massimo Artusi, presidente di Federauto
Il sostanziale pareggio con maggio dello scorso anno esprime la fotografia di un mercato poco frizzante, in cui gli acquisti da parte delle famiglie sono tendenzialmente al ribasso, con un significativo sostegno alle immatricolazioni da parte del noleggio ed un non trascurabile contributo delle reti concessionarie con i propri “km 0”. Il rapporto quotidiano con il mercato ci rende partecipi dello stato di disagio del cliente che, oltre a essere condizionato dalla propria capacità di spesa, certamente è condizionato dal clima di incertezza generale e specifica per il settore. Lungi da una chiara definizione del tema dazi, resta la spada di Damocle del Piano di Azione per l’Automotive, inflessibilmente indirizzato alla conversione verso l’elettrico. Questa situazione non facilita le scelte del cliente.
In questo contesto non crediamo funzionale la misura proposta nell’ambito della revisione del PNRR, coerente in un programma di rottamazione delle auto che prevede la cessione di un veicolo termico e la sua sostituzione con un veicolo elettrico di nuova acquisizione. Abbiamo già visto che la politica degli incentivi non sempre premia e comunque genera volumi aggiuntivi non rilevanti, rispetto al tema generale della transizione, specie se circoscritti ad una sola tecnologia come imposto dalle regole europee.
Restiamo dell’idea che il nostro mercato abbia bisogno di interventi strutturali, con risorse destinate alla revisione del regime fiscale delle auto aziendali, che potrebbe offrire un nuovo spazio di mercato utile anche al processo di rinnovo del parco, grazie al più veloce tasso di ricambio. Lo scenario è ancora più fosco sui VCL dove il mercato è frenato, oltre che dall’incertezza normativa, da annunciati incentivi MIMIT che continuano a tardare.
Foto da ufficio stampa Federauto