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Italiani e auto elettriche: il 54% ci guarda, ma il caro vita frena il mercato

La transizione elettrica nel mercato italiano continua il proprio percorso, anche se a una velocità inferiore rispetto alle aspettative iniziali. Gli automobilisti sembrano muoversi in una fase di equilibrio delicato tra desiderio di innovazione, sostenibilità e necessità di contenere le spese. È questo il quadro che emerge dal Global Automotive Consumer Study 2026di Deloitte, ricerca condotta su oltre 28 mila consumatori in 27 Paesi, che fotografa le intenzioni di acquisto e le priorità degli automobilisti.

Nel caso italiano, i dati raccontano un consumatore sempre più interessato all’elettrificazione, ma ancora fortemente influenzato dal contesto economico. Il 54% degli italiani dichiara infatti di voler acquistare un’auto elettrica o elettrificata come prossimo veicolo, segnale di una sensibilità crescente verso tecnologie a basse emissioni e costi di utilizzo potenzialmente più contenuti.

Allo stesso tempo, cresce leggermente anche l’interesse verso motorizzazioni benzina e Diesel, complice il caro vita e una maggiore prudenza nelle decisioni di spesa. Una situazione che mostra come la transizione non sia soltanto una questione tecnologica, ma soprattutto economica e culturale.

 

Prezzo e qualità guidano le scelte degli italiani

Nel mercato automotive italiano, il fattore economico continua a pesare più di ogni altro elemento. La ricerca Deloitte evidenzia che la maggioranza dei consumatori non vuole superare i 50 mila euro per l’acquisto della prossima vettura.

Entrando nel dettaglio, l’8% degli italiani punta a spendere meno di 10 mila euro, mentre il 17% valuta una fascia compresa tra 10 e 15 mila euro. La quota più consistente degli intervistati, pari al 37%, considera accettabile un investimento compreso tra i 15 e i 30 mila euro. Solo il 23% si orienta verso vetture tra i 30 e i 50 mila euro. Questi numeri raccontano una realtà chiara: il mercato italiano resta fortemente legato al rapporto tra qualità e prezzo, con una domanda orientata verso prodotti accessibili e concreti.

In questo scenario, le case automobilistiche devono affrontare una doppia sfida. Da una parte sviluppare modelli sempre più efficienti e tecnologici; dall’altra riuscire a proporre listini compatibili con le possibilità economiche delle famiglie. L’elettrificazione, infatti, non può essere percepita come un lusso o una scelta per pochi. Il rischio, altrimenti, è che una parte del mercato rimanga ancorata a modelli tradizionali, rallentando ulteriormente il processo di trasformazione.

 

Elettrico e risparmio: perché cresce l’interesse

Chi guarda a una vettura elettrica lo fa principalmente per due motivazioni. La prima è la possibilità di ridurre i costi di carburante, indicata dal 36% degli intervistati. La seconda riguarda la preoccupazione ambientale, anch’essa al 36%. L’interesse verso l’auto elettrica appare quindi sempre più pragmatico. Non si tratta soltanto di una scelta ideologica, ma di una valutazione concreta che tiene conto delle spese quotidiane e della gestione complessiva del veicolo. La crescente diffusione di modelli elettrificati, unita all’arrivo di prodotti più competitivi sul piano economico, potrebbe contribuire a consolidare questa tendenza. Tuttavia, restano alcuni elementi che continuano a generare dubbi.

Se le paure legate all’autonomia e ai tempi di ricarica sembrano diminuire rispetto agli anni passati, emerge invece una nuova attenzione verso la gestione delle batterie e il loro ciclo di vita. Per molti consumatori, infatti, la durata nel tempo e il valore residuo del veicolo rappresentano aspetti decisivi. La questione della sostituzione delle batterie o della loro eventuale svalutazione rimane un tema centrale nel dibattito sulla mobilità elettrica.

 

Ricarica domestica preferita, ma non per tutti accessibile

Quando si parla di elettrico, il tema delle infrastrutture resta inevitabilmente centrale. Gli italiani mostrano una preferenza netta per la ricarica domestica, considerata la soluzione più pratica e conveniente. Secondo Deloitte, il 55% degli intervistati indica la casa come luogo ideale per ricaricare il veicolo. Tuttavia, la realtà infrastrutturale presenta ancora limiti significativi: il 54% degli italiani non ha la possibilità concreta di accedere a una ricarica privata. Solo il 34% dispone infatti di una colonnina domestica. Questo elemento contribuisce a spiegare perché la diffusione dell’auto elettrica proceda ancora con gradualità.

La ricarica pubblica rappresenta l’alternativa principale per il 32% degli intervistati, mentre cresce lentamente anche la ricarica sul luogo di lavoro, scelta dal 13%. Tra le soluzioni pubbliche, vengono preferite le stazioni dedicate ai veicoli elettrici, seguite dalle tradizionali aree di servizio dotate di caricatori e dai parcheggi attrezzati.Anche in questo caso il prezzo resta un elemento determinante. L’86% degli italiani considera il costo della ricarica il fattore principale nella scelta del servizio, mentre il pagamento tramite carta rimane il metodo preferito. Questa tendenza evidenzia come gli utenti chiedano sistemi semplici, trasparenti e immediatamente comprensibili, senza complessità tariffarie.

 

Brand, concessionarie e nuove abitudini di acquisto

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il rapporto degli italiani con i marchi automobilistici. Solo il 30% degli intervistati resta fedele alla stessa casa automobilistica, mentre il 60% dichiara di aver cambiato brand rispetto all’auto precedente. È un dato che fotografa un mercato sempre meno legato alla tradizione e sempre più aperto alla sperimentazione. Inoltre, quasi la metà dei consumatori non considera rilevante la nazionalità del costruttore. Questo significa che la competizione si gioca sempre più sul prodotto e meno sull’origine geografica del marchio.

Le nuove generazioni risultano maggiormente aperte ai produttori stranieri, mentre le fasce d’età più mature mostrano una posizione più neutrale. Parallelamente cambia anche il modo di acquistare un’auto. Cresce la predisposizione verso il digitale: il 45% degli italiani si dichiara interessato all’acquisto online direttamente dal produttore. Nonostante ciò, la concessionaria resta il riferimento principale per il 60% degli automobilisti. La possibilità di vedere l’auto dal vivo, confrontarsi con un consulente e valutare fisicamente il prodotto continua ad avere un peso importante.

I siti ufficiali dei costruttori e quelli dei concessionari rimangono le principali fonti informative, mentre social media e influencer mantengono ancora un ruolo limitato nel processo decisionale.

 

Intelligenza artificiale e connettività: cresce la curiosità

La trasformazione dell’auto non riguarda soltanto la motorizzazione. Sempre più automobilisti guardano alle funzionalità digitali come parte integrante dell’esperienza di guida. In Italia, il 40% degli intervistati si dice interessato agli optional abilitati dall’intelligenza artificiale, un dato superiore alla media europea. Le tecnologie che raccolgono maggiore consenso sono quelle orientate alla sicurezza. I servizi di tracciamento antifurto, l’assistenza automatica in caso di emergenza e il rilevamento di pedoni o veicoli rappresentano le funzionalità più richieste. Questo approccio conferma una tendenza precisa: la tecnologia piace quando porta un vantaggio concreto e tangibile.

La connettività, infatti, non viene più vista solo come elemento di intrattenimento, ma come un supporto alla sicurezza e alla gestione intelligente dell’auto. In un mercato che evolve rapidamente, il valore percepito delle funzionalità digitali potrebbe diventare sempre più rilevante nella scelta del veicolo.La sfida per il settore automotive sarà quella di integrare innovazione, semplicità e accessibilità economica. Un equilibrio che potrebbe determinare il ritmo reale della transizione verso una mobilità diversa.

 


Foto da ufficio stampa Deloitte

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